Å, spesso indicata come Å i Lofoten («Å nelle Lofoten») per distinguerla da luoghi omonimi, è un villaggio nei pressi Moskenes, punto di arrivo del traghetto nelle Isole Lofoten giungendo da Bodø.
Il suo nome significa in norvegese piccolo fiume, ma riveste anche un altro, doppio, significato: è sia l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese che l’ultima città delle Lofoten raggiungibile seguendo la Strada Europea E10, oggi chiamata in quel punto Strada di Re Olav.
Å è per tradizione un villaggio di pescatori specializzati in pesca del merluzzo (stoccafisso). È senz’altro uno dei villaggi al mondo col nome più corto.
Un aneddoto curioso sulle Lofoten: nel 1432 vi giunse, spinto da una tempesta, il veneziano Pietro Querini (a testimonianza di quel fatto è stato eretto un monumento, presente tuttora), il quale riportò nel continente notizie sulla fauna e la flora dell’arcipelago, oltre alla pratica locale dell’essiccazione del merluzzo (stoccafisso), che avrebbe poi avuto grande fortuna in Italia, in particolare nelle aree venete da cui proveniva Querini: la maggior parte dello stoccafisso prodotto nelle isole Lofoten è infatti esportato proprio in Italia. Il merluzzo pescato nell’arcipelago è considerato uno dei migliori di tutta la Norvegia; l’Italia importa circa l’80% dei merluzzi pescati qui e circa il 40% di quelli pescati in tutta la Norvegia.
Il turismo è molto sviluppato, forse troppo per gli spazi esigui che ci sono in molti angoli delle isole. In inverno le condizioni meteorologiche non permettono di visitare facilmente le isole, ma è comunque possibile sciare e ammirare l’aurora boreale; in estate invece si può assistere al fenomeno del sole di mezzanotte e all’arrivo in massa di auto e camper.
VIDEO (1’00”): Å i Lofoten




























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