Oggi vi voglio raccontare una avventura particolare, inevitabilmente un po’ lunga, in caso vorrete leggerla.
Dopo la necessaria sostituzione della
batteria di una dozzina di giorni fa, ieri sera si è presentato un secondo
problema per il Wanderer.
Un pneumatico mi ha letteralmente
abbandonato in un luogo sperduto: ero quasi giunto al faro arancione di
Datalangi nel Mjóifjörður, il primo dei fiordi orientali che volevo iniziare ad
esplorare.
La strada per arrivarci, partendo da
Egilsstadir è solo parzialmente asfaltata: nel totale dei 55 km di percorso,
solo i primi 9 km sono su strada asfaltata, gli altri sono su una pista
sterrata con pendenze che arrivano fino al 18%. È una strada tutto sommato
percorribile, che viene utilizzata anche da auto a due ruote motrici e quindi
con il Wanderer 4×4 non ci sono problemi. Questo almeno quello che pensavo: il
pneumatico posteriore sinistro invece non è stato d’accordo! Le gomme montate
secondo me avevano qualche difetto che avevo già notato in Italia (strani
diffusi distacchi della superficie della gomma), e quella in questione persino
una piccola fenditura che avevo fatto notare anche al gommista che me le ha
vendute.
Probabilmente sia lui che io abbiamo
sottovalutato il problema e le piste sterrate per andare alla gola di
Hafrahvammagljúfur, unitamente a quelle per raggiungere il faro all’inizio del
fiordo, hanno fatto il resto.
Come si è risolta la cosa? Tenete
conto che, ahimè, non sono granché preparato tecnicamente per smontare una
ruota danneggiata e sostituirla, e nemmeno in possesso (specie per questioni di
spazio) di attrezzi basici e adeguati, parlo del crick e degli utensili per
sbloccare la ruota di scorta, posizionata sotto il mezzo nella zona posteriore.
Considerate anche che quella è una
zona dove passa raramente qualcuno, specie alla sera dopo una certa ora (erano
già le 22,30). Per fortuna non pioveva e c’era ancora molta luce.
Un paio di chilometri prima avevo
incrociato solo un pick-up con cabina parcheggiato lungo la costa, nel quale
gli occupanti sembravano pronti a trascorrere la notte in quella tranquilla
posizione sul mare. Con il pneumatico completamente a terra (la pressione è
scesa molto rapidamente, nel giro di 30/60 secondi, quindi vuol dire uno
squarcio non certo una foratura), a velocità ridottissima, in 15/20 minuti ho
raggiunto il punto dove avevo visto il mezzo, arrivandoci con la gomma
praticamente semi distrutta come potete vedere dalle foto scattate.
Per farla breve, un’ennesima volta due
angeli (che chiamerò Hanna e Gunnar perché nel travaglio che ne è seguito non
abbiamo nemmeno avuto la possibilità di scambiarci i nostri nomi), mi hanno
salvato.
Queste due brave persone, una coppia
islandese di Akureyri in vacanza solitaria in quell’area remota, sono
attrezzate e competenti (Gunnar non parlava quasi inglese, Hanna a sufficienza,
e mi ha detto che il lavoro del marito è proprio riparare trattori ed auto).
Questa si chiama fortuna nella
sfortuna!
Non senza un po’ di fatica abbiamo
smontato la ruota di scorta, sollevato il Wanderer con il loro crick, smontato
la ruota massacrata e l’abbiamo sostituita. La pressione della nuova ruota non
era ai massimi livelli, 2.5 anziché 3.1, ma sufficiente per percorrere i 38 km
di pista sterrata che mi mancavano per raggiungere la strada asfaltata, e i 9
km su strada per raggiungere la cittadina di Egilsstadir (e l’agognato
gommista).
Tra l’altro il cerchione e la gomma
danneggiata, di una certa dimensione, maggiore di quella di scorta, non ci
stavano nell’apposito vano sottostante e quindi, avvolti in una specie di
lenzuolo (utilizzato da Gunnar per appoggiarsi a terra) donatomi da loro, ho
dovuto piazzarla all’interno del Wanderer, di fronte al frigorifero. Oggi,
domenica, purtroppo il gommista è chiuso fino a domani alle 8, quando confido
mi potrà sostituire tutti i pneumatici del Wanderer (gli attuali ormai non li
ritengo più affidabili), sperando che abbia delle gomme fuori strada delle
giuste dimensioni che già da tempo stavo considerando di acquistare.
Tutto bene quel che (spero) finirà
bene. Nel frattempo mi ritengo già molto fortunato per non essere rimasto
bloccato in mezzo al nulla per tutta la notte, tenuto conto che il campo
telefonico a Datalangi era completamente inesistente.
Una piccola avventura, vi assicuro!
E soprattutto mi arriva la profonda
consapevolezza che, se nel prossimo futuro potrò e vorrò davvero viaggiare per
il mondo con il Wanderer, dovrò al più presto riempire le mie lacune tecniche
in merito ad attrezzature e capacità di affrontare “banali” problemi come
questo per risolverli da solo senza contare e pesare sull’aiuto degli altri.
Hanna e Gunnar non hanno nemmeno
voluto che io pagassi loro il disturbo: ho insistito molto ma lui mi ha sorriso
e mi ha dato solo la sua stretta di mano. Il destino a volte ti fa incontrare
persone meravigliose quando ti trovi nelle difficoltà.
Inoltre lungo la strada del ritorno la
sorte si è fatta perdonare con un tramonto meraviglioso e prolungato
praticamente all’infinito.
Le foto sono state scattate da
mezzanotte all’una. Qui davvero i tramonti durano un’eternità e non viene mai veramente
buio in questa stagione.
Oggi quindi giornata di attesa per
l’apertura del gommista alle 8 di domani. La utilizzerò per editare il video
dei filmati girati con il drone nella gola di Hafrahvammagljúfur.
Augurate miglior fortuna al Wanderer e
a me nel proseguo del viaggio, please!
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