10 luglio 2022

Piccola avventura a Datalangi, Mjóifjörður, Islanda

Oggi vi voglio raccontare una avventura particolare, inevitabilmente un po’ lunga, in caso vorrete leggerla.

Dopo la necessaria sostituzione della batteria di una dozzina di giorni fa, ieri sera si è presentato un secondo problema per il Wanderer.

Un pneumatico mi ha letteralmente abbandonato in un luogo sperduto: ero quasi giunto al faro arancione di Datalangi nel Mjóifjörður, il primo dei fiordi orientali che volevo iniziare ad esplorare.

La strada per arrivarci, partendo da Egilsstadir è solo parzialmente asfaltata: nel totale dei 55 km di percorso, solo i primi 9 km sono su strada asfaltata, gli altri sono su una pista sterrata con pendenze che arrivano fino al 18%. È una strada tutto sommato percorribile, che viene utilizzata anche da auto a due ruote motrici e quindi con il Wanderer 4×4 non ci sono problemi. Questo almeno quello che pensavo: il pneumatico posteriore sinistro invece non è stato d’accordo! Le gomme montate secondo me avevano qualche difetto che avevo già notato in Italia (strani diffusi distacchi della superficie della gomma), e quella in questione persino una piccola fenditura che avevo fatto notare anche al gommista che me le ha vendute.

Probabilmente sia lui che io abbiamo sottovalutato il problema e le piste sterrate per andare alla gola di Hafrahvammagljúfur, unitamente a quelle per raggiungere il faro all’inizio del fiordo, hanno fatto il resto.

Come si è risolta la cosa? Tenete conto che, ahimè, non sono granché preparato tecnicamente per smontare una ruota danneggiata e sostituirla, e nemmeno in possesso (specie per questioni di spazio) di attrezzi basici e adeguati, parlo del crick e degli utensili per sbloccare la ruota di scorta, posizionata sotto il mezzo nella zona posteriore.

Considerate anche che quella è una zona dove passa raramente qualcuno, specie alla sera dopo una certa ora (erano già le 22,30). Per fortuna non pioveva e c’era ancora molta luce.

Un paio di chilometri prima avevo incrociato solo un pick-up con cabina parcheggiato lungo la costa, nel quale gli occupanti sembravano pronti a trascorrere la notte in quella tranquilla posizione sul mare. Con il pneumatico completamente a terra (la pressione è scesa molto rapidamente, nel giro di 30/60 secondi, quindi vuol dire uno squarcio non certo una foratura), a velocità ridottissima, in 15/20 minuti ho raggiunto il punto dove avevo visto il mezzo, arrivandoci con la gomma praticamente semi distrutta come potete vedere dalle foto scattate.

Per farla breve, un’ennesima volta due angeli (che chiamerò Hanna e Gunnar perché nel travaglio che ne è seguito non abbiamo nemmeno avuto la possibilità di scambiarci i nostri nomi), mi hanno salvato.

Queste due brave persone, una coppia islandese di Akureyri in vacanza solitaria in quell’area remota, sono attrezzate e competenti (Gunnar non parlava quasi inglese, Hanna a sufficienza, e mi ha detto che il lavoro del marito è proprio riparare trattori ed auto).

Questa si chiama fortuna nella sfortuna!

Non senza un po’ di fatica abbiamo smontato la ruota di scorta, sollevato il Wanderer con il loro crick, smontato la ruota massacrata e l’abbiamo sostituita. La pressione della nuova ruota non era ai massimi livelli, 2.5 anziché 3.1, ma sufficiente per percorrere i 38 km di pista sterrata che mi mancavano per raggiungere la strada asfaltata, e i 9 km su strada per raggiungere la cittadina di Egilsstadir (e l’agognato gommista).

Tra l’altro il cerchione e la gomma danneggiata, di una certa dimensione, maggiore di quella di scorta, non ci stavano nell’apposito vano sottostante e quindi, avvolti in una specie di lenzuolo (utilizzato da Gunnar per appoggiarsi a terra) donatomi da loro, ho dovuto piazzarla all’interno del Wanderer, di fronte al frigorifero. Oggi, domenica, purtroppo il gommista è chiuso fino a domani alle 8, quando confido mi potrà sostituire tutti i pneumatici del Wanderer (gli attuali ormai non li ritengo più affidabili), sperando che abbia delle gomme fuori strada delle giuste dimensioni che già da tempo stavo considerando di acquistare.

Tutto bene quel che (spero) finirà bene. Nel frattempo mi ritengo già molto fortunato per non essere rimasto bloccato in mezzo al nulla per tutta la notte, tenuto conto che il campo telefonico a Datalangi era completamente inesistente.

Una piccola avventura, vi assicuro!

E soprattutto mi arriva la profonda consapevolezza che, se nel prossimo futuro potrò e vorrò davvero viaggiare per il mondo con il Wanderer, dovrò al più presto riempire le mie lacune tecniche in merito ad attrezzature e capacità di affrontare “banali” problemi come questo per risolverli da solo senza contare e pesare sull’aiuto degli altri.

Hanna e Gunnar non hanno nemmeno voluto che io pagassi loro il disturbo: ho insistito molto ma lui mi ha sorriso e mi ha dato solo la sua stretta di mano. Il destino a volte ti fa incontrare persone meravigliose quando ti trovi nelle difficoltà.

Inoltre lungo la strada del ritorno la sorte si è fatta perdonare con un tramonto meraviglioso e prolungato praticamente all’infinito.

Le foto sono state scattate da mezzanotte all’una. Qui davvero i tramonti durano un’eternità e non viene mai veramente buio in questa stagione.

Oggi quindi giornata di attesa per l’apertura del gommista alle 8 di domani. La utilizzerò per editare il video dei filmati girati con il drone nella gola di Hafrahvammagljúfur.

Augurate miglior fortuna al Wanderer e a me nel proseguo del viaggio, please! 





















 

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