The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

22 aprile 2019

Fiori di melo in Alto Adige


Di ritorno da Soprabolzano e Collalbo mi sono deliziato coi paesaggi punteggiati dai fiori di melo.
La bellezza bisogno saperla cercare e, soprattutto, saperla vedere. J







In orizzontale e, sotto, in verticale :-)
La sottile guglia appuntita che si può notare nel centro
(magari ingrandendo l'immagine)
è la punta del campanile di una chiesa del vicino paesino.










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21 aprile 2019

Dolomiti di bianco cristallo: qui è Pasqua o Natale?


Le giornate di ieri e di oggi mi hanno portato dal Lago di Braies, fino al Lago di Misurina, passando per il lago di Landro, per arrivare poco prima di Cortina d’Ampezzo per la tappa notturna. Il tutto non senza ammirare le Tre Cime di Lavaredo ed altre imponenti e massicce montagne dolomitiche alla luce del tramonto, proprio quando si tingono di rosa.
Che meraviglia!



Lago di Landro



Lago di Misurina, ovviamente ghiacciato e ricoperto di neve.



Le Tre Cime di Lavaredo





Il bianco del Wanderer (bianco per modo di dire...sono anni 
che non ho tempo di pulirlo come si deve!) ben si 
addice al bianco paesaggio innevato delle Dolomiti


Verso il Passo Pordoi e il Gruppo Sella




Passo Sella, 2250 mt




Quota 2247, dice il mio navigatore!



Si cena con il tramonto che tinge di rosa le Dolomiti


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20 aprile 2019

Il Lago di Braies: bellezza di ghiaccio


E per la prima volta in vita mia ho messo piede nelle Dolomiti!
Che meraviglia, non hanno nulla da invidiare alle montagne più belle che ho visto in giro per il mondo! Essendo un amante dei laghi di montagna mi sono subito recato ad ammirare uno dei più belli tra quelli che si incontrano in questa regione. Vista la stagione è ancora ghiacciato e ricoperto di neve, ma il paesaggio è sempre di grande suggestione.
Una bellissima camminata di quasi due ore permette di percorrerlo in tutto il suo perimetro. Ne vale la pena.



















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19 aprile 2019

Castel Firmiano: il museo della montagna di Messner


Questo museo di alto livello, allestito sapientemente in un luogo magicamente ristrutturato, merita un post a sé. Messner, mito dell’alpinismo e ormai quasi 75enne imprenditore museale, ha fortemente voluto creare una serie di musei che toccano tutti i temi della montagna e della storia dell’alpinismo. Un’impresa riuscita da quanto si respira in questo Castello di sua proprietà. Lui incarna pienamente l’indole e lo spirito dei sud tirolesi, gente caparbia, concreta, forte e dura, capace di imprese che non tutti possono affrontare.
Detto questo, deve essere anche un fiero rompiballe! J
Perché dico questo? Perché l’ho incontrato proprio qui, a Castel Firmiano. Giunto all’entrata mi presento alla biglietteria: la cassiera mi chiede gentilmente di attendere e scompare dallo sportello. Mentre attendo vedo altra gente entrare nella porta adiacente dove  si trova anche il negozietto di souvenir, e mentre anche io faccio due passi per guardare all’interno, Reinhold Messner in persona esce guardandomi e dicendo bruscamente alla cassiera: “Guardi che c’è un signore che aspetta  di fare il biglietto, anzi se ne sta già andando via!”.
Torno dalla cassiera, ormai rientrata al suo posto, e dico: “Mi dispiace di averla messa in difficoltà, certo che è tremendo!”. Lei mi guarda assentendo con uno sguardo che non ammette dubbi. Messner quando ci si mette deve essere un classico “crucco” rompiballe, rigido, ostinato, un po’ arrogante e egocentrico. Ma forse, se non fosse stato così, non sarebbe riuscito a scalare tutte quelle montagne. J
I miei complimenti a lui per quello che ha fatto, per i libri che ha scritto e per i Musei che ha fondato.
Umanamente, invece, c’è sempre da imparare.







Reinhold Messner, deus ex machina
dei suoi Musei




Bolzano vista da Castel Firmiano



Il recupero, la restaurazione e la ristrutturazione dei resti di questo
Castello sono un'opera d'arte architettonica e tecnica








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