The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

11 novembre 2018

Il Wanderer ed io: 8 anni insieme!

E oggi sono 8 anni di “convivenza” full time! Non sono mai stato così tanto neppure con una donna! J
Saluto con affetto chi mi ha seguito in questi anni e chi ancora mi segue, anche se in questo periodo sono un po’ assente dal blog poiché non sto viaggiando spesso.
Ma in anteprima vi dico che ho già prenotato voli e mezzo (un piccolo VW Caddy) per il prossimo Agosto: destinazione Irlanda e Scozia!
Il Wanderer è un po’ contrariato e geloso… J ma ho solo 3 settimane di libertà e, se ci andassi con lui, una settimana almeno verrebbe utilizzata per andare e tornare da quei luoghi, senza considerare i costi di carburante, autostradali e dei traghetti. Non vale la pena.
Il Wanderer deve aspettare una stagione di libertà più ampie.
Arriveranno!




(foto di Marco Meini)



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29 settembre 2018

Islanda: un po’ di logistica e di me

Questo è un post che piacerà agli amici che ogni tanto mi rimproverano di apparire poco nelle mie fotografie in viaggio, e a coloro che amano gli aspetti pratici e le informazioni tecnico logistiche, elementi di cui sono spesso parco e che personalmente mi interessa meno raccontare.
Comunque sia cerco di accontentarvi un po’! J
Nelle seguenti foto mi ritroverete in diversi angoli dell’Islanda, tra fiumi, montagne, laghi, oceano, altopiani, praterie, campi di lava, ghiacciai, vulcani, immerso in calde acque geotermali, in compagnia di occasionali incontri, e visitato anche da una simpatica volpe artica che desiderava un poco del mio salmone affumicato.
In Islanda ho piacevolmente riscontrato una necessità ancora inferiore, rispetto alla Norvegia dello scorso anno, di utilizzare camere d’albergo o similari: la presenza frequente di vasche e piscine geotermali libere e gratuite, con annessi spogliatoi e docce, ha alquanto favorito il mio libero girovagare senza appoggi frequenti a pagamento. Come scritto anche nel post precedente ho dormito 16 notti in auto, 4 notti in hotel e 1 notte in tenda.
Quando  viaggio, il  cibo per me è pura e salutare sopravvivenza. In paesi molto costosi come quelli nordici ancora di più: si fa la spesa al supermercato e si mangia sui comodi tavoli di legno che si incontrano ovunque. Insalate miste con salmone, prosciutto cotto, crostini, pomodori e insalata verde sono stati tra i pasti più utilizzati. Non sono mancati i biscotti, strudel ai fichi o biscotti al cioccolato, nonché qualche patatina o similari. Latte, cereali e muesli la mattina, latte al cioccolato spesso e volentieri durante le giornate, pane di vario tipo e l’immancabile formaggio Philadephia, tutte cose che resistono bene anche fuori dal frigorifero per breve tempo. Il tutto condito da un buon olio d’oliva. Economici mirtilli e banane la frutta più utilizzata, anche per comodità di gestione.
Ho mangiato qualche volta in semplici ristoranti, fish and chips o poco altro, ovviamente dal costo spesso doppio rispetto ai livelli italiani.
Se avete domande da farmi scrivetemi pure nei commenti.
I costi sostenuti? Per l’intero periodo di tre settimane: 600 euro per il cibo, 200 euro per spese varie (essenzialmente entrate nei musei e qualche regalo), 430 euro per le 4 notti in hotel (scordatevi di spendere molto meno di 100 euro a notte), 460 euro di benzina per i 5.250 km percorsi, 1.300 euro per il noleggio dell’auto, e 715 euro per il volo. Aggiungendo le spese per cartine, guida, e per altre necessità pre-partenza si è trattato di un viaggio che ha comportato una spesa totale di circa 3.800 euro.
Come vedete non un viaggio propriamente economico: l’Islanda, come anche la Scandinavia, è uno dei paesi più costosi del mondo.
Ma quanto è meravigliosa!
Questo è tutto per ora! J


Pranzo in un piccolo parco nei pressi del centro di Reykjavik








 Alla luce della mezzanotte, un piacevole incontro 
nella penisola di Snæfellsnes: una volpe artica in cerca 
di cibo si è avvicinata curiosa e senza alcun timore



Un ottimo posto dove fermarsi a mangiare!


In Islanda è facile rispettare questo segnale... :-)
I bagni si trovano quasi ovunque


Mangiare al sole e senza il vento freddo che a volte
abbassa notevolmente la percezione della temperatura,
è sempre piacevole.


Oggi ottimo menu!



La meravigliosa offerta di piscine e vasche geotermali
libere e gratuite (con tanto di spogliatoi e docce calde)
 rende ancora meno necessario l'utilizzo di camere d'albergo


Ogni tanto qualche piacevole incontro vichingo! :-)




Non sono mancate alcune camminate della durata di qualche ora
per godere di ampi paesaggi e respirare ancora di più la Natura





Tempo di cenare, la presenza della luce dalle 3/4 del mattino
 fino a oltre mezzanotte fa sfruttare intensamente le giornate:
qui sono le 23,15


Stasera si mangia e si dorme alla cascate:
sono le 23,45 e sembra giorno...



Alla Laguna Blu




Campeggio libero nei pressi di Latrabjarg:
sono le 23,30, c'è molta luce ma bisogna pur dormire... :-)





Le meravigliose vasche geotermali a Drangsnes, 
Costa di Strandir. 



Dirholaey alle 8,30 della mattina



Jokulsarlon, il paradiso degli icebergs





Al Lago Kleifarvatn nel Parco Nazionale 
di Peykjanesfolkvangur


Cena a Sandfell, sono le 22,50




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27 agosto 2018

Auto, “fuoristrada”, riparo dal vento, “tenda” riscaldata, stanza musicale e modella fotografica: la fedele Kia Picanto

Come per l’anno scorso in Norvegia, avendo a disposizione tre settimane, ho scelto di volare in Islanda, “tradire” il Wanderer e noleggiare un’auto sul posto, per non sprecare giorni e giorni in camper nel percorso di andata e ritorno dalle mie lontane mete nordiche.
La precisa scelta di non prenotare alcuna sistemazione alberghiera per godere della totale libertà di itinerari e spostamenti, nonché il risparmio che ne deriva, mi ha fatto preferire anche questa volta la possibilità d’utilizzo della tenda ma soprattutto dell’auto per la mia logistica di riposo “notturno” per modo di dire, vista la luce estiva imperante nel grande nord.
Quest’anno, su 21 notti, ho dormito 4 volte in hotels, 1 volta in tenda e 16 notti in auto, trovando la Kia Picanto leggermente più comoda della Toyota Aygo utilizzata in Norvegia l’anno passato.
Ovviamente non pensiate che si dorma comodamente, ma con un po’ di esperienza si può dormire più che a sufficienza (4/5 ore per notte), con qualche necessità di recupero (a volte solo 15/20 minuti) durante il giorno alla prime avvisaglie di sonno mentre si guida.
Nella tenda si riposa relativamente più comodi, in quanto distesi, ma verso il mattino presto ci si sveglia comunque per una certa sensazione di freddo (temperature minime dai 7 ai 10 gradi), nonostante l’equipaggiamento e il mio ottimo sacco a pelo “Lupo Nero”.
In auto riesco a dormire più o meno lo stesso numero di ore e in più posso accendere il riscaldamento ogni qual volta mi fa piacere percepire il tepore e togliere un po’ di umidità.
Molti mi chiedono: pericoli nel dormire in auto? Considerate che io vengo da 8 anni di vita da fulltimer in camper, spesi per la gran parte in sosta libera: la mia percezione del rischio si è affinata e la soglia si è alquanto abbassata  rispetto alla media delle persone. La percezione del rischio della maggior parte delle persone è alquanto amplificata dall’ansia e dalla paura, oltre che dalla mancanza di esperienza diretta, ed è ben maggiore del rischio reale. Inoltre anni di esperienza on the road aiutano a capire e a scegliere con ottimo istinto i luoghi (in città o in mezzo alla natura) dove fermarsi e dormire.
Grazie dunque alla fedele Kia Picanto dalla buone qualità tecniche, ottimamente ammortizzata lunghi gli sterrati (e sono qualche migliaio di km in Islanda), e dai consumi alquanto contenuti. Con lei ho percorso 5.250 km in tre settimane, ringraziandola spesso anche per avermi fatto da modella in tutte queste foto, e per non essersi mai ribaltata e non essere mai uscita di strada, al contrario della jeep incontrata lungo il cammino. J (v. foto sottostante)



Questa auto è stata meno fortunata...






































Fuggendo dalla nebbia


























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