The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

11 settembre 2017

Un’auto, una tenda ed io: 4000 chilometri in viaggio nel Nordland, Norvegia

Ultimo post di questo viaggio in Norvegia! Complimenti a chi è riuscito a seguirmi fin qui, in effetti è stata una vera valanga! J
Del resto ho dovuto recuperare in pochi giorni tre settimane di foto e di resoconti di viaggio che in passato ero solito inserire ogni giorno, durante questi anni in cui ho viaggiato e vissuto a bordo del mio camper.
Nel  Wanderer ci vivo ancora full time, ormai da quasi sette anni, ma questa volta non l’ho portato con me. Avendo “solo” tre settimane a disposizione, ho preso un aereo, ho noleggiato un’auto, ho portato con me la tenda e ho percorso oltre 4000 chilometri nel Nordland della Norvegia, attraversando due volte le Isole Lofoten, esplorando le Isole Vesterålen e una buona parte del Nordland da Tromsø alla strada costiera (Kistriksveien) che percorre la costa a sud di Bodø.
L’auto, dove ho dormito nove notti (quando il clima e la logistica me lo facevano preferire), era una semplice e piccola Toyota AYGO nera, da me subito soprannominata “’ndo vai?”… J (in inglese “I go” vuol dire “Io vado”…). Non ho dormito molto comodo là dentro, nonostante il materassino gonfiabile da tenda appoggiato sul sedile posteriore, e infilato nel sacco a pelo. Si rimane un po’ rattrappiti in uno spazio così ristretto, e dopo un po’ si cerca di trovare la maniera di stendere le gambe a qualsiasi costo. Ma si è felici di essere al suo interno nelle notti di pioggia, e di più ancora negli orari in cui piove e sarebbe il momento di montare o smontare la tenda sotto l’acqua battente. Inoltre il riscaldamento è piacevole da utilizzare la mattina presto quando la temperatura esterna è di 9 gradi e anche quella interna non è lontana da questi valori. Cosa che non si può fare in tenda.
La mia amata tenda canadese monoposto (raramente ci ho dormito in due…. J ) North Face Canyonlands, è sta acquistata proprio in Canada nel lontano 2002, quando mi accompagnò per i due anni di viaggio nelle Americhe raccontati nel mio libro VagaMondo. Tuttora è sempre con me ogni qual volta può essere utile e il suo ruolo è stato prezioso anche durante questo viaggio in Norvegia, dove mi ha ospitato per ben quattro notti in campeggio libero.
Tre notti le ho trascorse in semplici camere d’ostello (una condivisa con altre due persone) e solo quattro notti le ho passate in sufficientemente decenti camere singole d’albergo.
Questo non solo per una questione di risparmio (notevole visto i costi della Norvegia) ma soprattutto per godere della libertà di viaggiare e spaziare liberamente, senza curarmi di orari e di prenotazioni, nonché di trovare per forza un giaciglio a pagamento ogni sera, e di fermarmi ovunque mi piaccia farlo, in special modo in aree immerse nella natura dove le strutture alberghiere sono spesso lontane oltre che costose.
Molti mi rimproverano affettuosamente di non comparire molto nelle mie foto in viaggio: questo post è dedicato a loro e a tutti coloro che sono interessati a vedere qualche foto mia, alla logistica e ai mezzi che ho utilizzato.
Un grazie e un abbraccio a tutti quelli che hanno avuto la pazienza, l’affetto e l’interesse di leggere tutti miei post in così pochi giorni, e di dare un’occhiata alle mie foto.



La Toyota AYGO, "'ndo vai?" dalla stupenda targa palindroma
in una bella giornata di sole, Isole Lofoten


La tenda North Face a Esfjord, Isola Senja, 
in compagnia di poche altre tende e in campeggio libero


In cammino sul sentiero Dronningruta, “La strada della Regina” 
tra Stø a Nyksund, Langøya, Vesterålen


Nell’area tra Noss e Bleik, Andøya, Vesterålen


Infilato nel mio sacco a pelo Lupo Nero in tenda a Esfjord, Isola Senja
Sono le 22,40 e fuori c'è ancora molta luce...


Kvalvika, Moskenesøy, Lofoten


La Toyota AYGO piccola piccola, 
nell’area tra Noss e Bleik, Andøya, Vesterålen


Ora di cena a Noss, Andøya, Vesterålen


Sentiero Haukelanstrand Uttakleiv, Vestvågøy, Lofoten


Noss, Andøya, Vesterålen


Noss, Andøya, Vesterålen


Forse l'area di campeggio libero che ho preferito
Uttakleiv, Vestvågøy, Lofoten


Nykvåg, Langøya, Isole Vesterålen


Uttakleiv, Vestvågøy, Lofoten



In cammino sul sentiero Dronningruta, “La strada della Regina” 
tra Stø a Nyksund, Langøya, Vesterålen


Bellissima luce alle 5,30 del mattino
Da Valberg al ponte con Gimsoya, Vestvågøy, Lofoten


Noss, Andøya, Vesterålen


Kvalvika, Moskenesøy, Lofoten


Lungo la Kistriksveien (la strada costiera) a sud di Bodø
I tavoli di legno si trovano ovunque, comodi e utili per fermarsi 
a mangiare ciò che si acquista nei piccoli supermercati


Uttakleiv, Vestvågøy, Lofoten


In cammino sul sentiero Dronningruta, “La strada della Regina” 
tra Stø a Nyksund, Langøya, Vesterålen


Se non piove troppo scendo a fare una foto!
Lungo la Kistriksveien (la strada costiera) a sud di Bodø


Nykvåg, Langøya, Isole Vesterålen


Sono le 5,50 del mattino,non ho dormito benissimo 
e troppo a lungo... ma è stato sufficiente!
Noss, Andøya, Vesterålen


Un camper come vicino di casa: un po' di nostalgia 
del Wanderer, le sue comodità, il suo letto.
Noss, Andøya, Vesterålen


Uttakleiv, Vestvågøy, Lofoten



Cena patriottica con bandiera norvegese nelle Isole Vesterålen


Speriamo non si stacchino dei massi rotolanti stanotte
Noss, Andøya, Vesterålen


Uttakleiv, Vestvågøy, Lofoten


In cammino sul sentiero Dronningruta, “La strada della Regina” 
tra Stø a Nyksund, Langøya, Vesterålen


Cena con un tramonto dalla luce singolare
Myre, Langøya, Vesterålen


Campeggio libero a Esfjord, Senja
I miei vicini di casa per stanotte


Kvalvika, Moskenesøy, Lofoten


Insalata, olio d'oliva, latte al cioccolato, biscotti, salmone, formaggio, 
marmellata di lamponi, pane e Nutella per cena non sono poi così male.
Noss, Andøya, Vesterålen


Uttakleiv, Vestvågøy, Lofoten


In cammino sul sentiero Dronningruta, “La strada della Regina” 
tra Stø a Nyksund, Langøya, Vesterålen


Uttakleiv, Vestvågøy, Lofoten


Nykvåg, Langøya, Isole Vesterålen


Nykvåg, Langøya, Isole Vesterålen


E' ora di cena alle Isole Vesterålen


Le pecore circolano liberamente ovunque, giorno e notte
Uttakleiv, Vestvågøy, Lofoten


Uttakleiv, Vestvågøy, Lofoten




Cliccate sulle foto per ingrandirle ed apprezzarle maggiormente.
Molte più foto sono nel mio spazio in Facebook.
Chi desidera visionarle mi chieda il contatto specificando il motivo “fotografico”.
Grazie.



Altri link dell’autore:

Il canale in You Tube dove trovare tutti i minivideo di Gentleman Gipsy:

La pittura:

Le foto di“pop art”: curiosità, stranezze e poesia del mondo come lo vedo io:

I libri pubblicati:

Norvegia: fienili, granai e capanni da pesca del Nordland

Se case, cimiteri e chiese, barche e porti hanno attratto la mia attenzione e sono stati oggetto di molte fotografie, devo ammettere che i fienili, i granai e i capanni da pesca del Nordland sono senz’altro i miei preferiti dal punto di vista strettamente estetico e fotografico. Per questo voglio dedicare questo penultimo post (resistete ancora un po’…! J ) proprio a loro.
Non sono citati dalle guide turistiche eppure li trovi ovunque, inseriti in ogni orizzonte, in ogni paesaggio, al mare o sulle montagne, nei prati verdi o intorno ai porticcioli, nei villaggi di pescatori o nella campagna coltivata, isolati in mezzo al nulla o in serie uno vicino all’altro. E più sono vecchi e trascurati, più sembrano aumentare di fascino le loro vecchie assi di legno colorate di un rosso a volte tendente al marrone o all’aragosta, il colore più usato da queste parti.
Molti dei paesaggi che ho fotografato durante le tre settimane di viaggio nelle isole Lofoten, nelle isole Vesterålen, lungo la strada per Tromsø e Senja, nell’area di Bodø e Kjerringøy, lungo la Kistriksveien (la strada costiera), e in tutti gli altri angoli del Nordland che ho potuto ammirare con i miei occhi e fotografare con immenso piacere, non avrebbero avuto la stessa attrattiva se non fossero stati punteggiati da tutte queste vecchie e affascinanti costruzioni in legno.



Flakstadøya, Lofoten




Sulla strada per Eggum, Vestvågøy, Lofoten



Da Valberg al ponte per Gimsøya, Vestvågøy, Lofoten


Lungo la strada per l'Artico






Kistriksveien (la strada costiera)



Skanland



Hinnøya, Vesterålen








Kvæøya, Isole Vesterålen


Hinnøya, Isole Vesterålen


Vesterålen




Svolvær, Austvågøy, Lofoten


Sulla strada per Nusfjord



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