The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

21 luglio 2019

Sardegna 2019

Manco da un po’ dal blog, lo so. In attesa di partire per l’Irlanda e la Scozia sono tornato per un mesetto in Sardegna, come ogni anno per lavoro. Qui di seguito  alcune delle atmosfere vissute nei fine settimane di libertà.
Il tempo a mia disposizione è sempre poco, e il “progetto libertà totale tra tre anni” è sempre perseguito. Vi abbraccio.



Vista da Monte Moro


Tromonto a Porto Cervo


Bouganville forever


Caruggio di Porto Cervo


Vista dalla  Villa


Velieri della Perini Navi, i migliori


Colori a Porto Cervo




Rovine di Tharros


Piscinas, Costa Verde


930 km in due giorni di libertà per la Sardegna


Bosa




Piscinas



In barca per l'Arcipelago della Maddalena


San Giovanni di Sinis



Porto Cervo in red


Sailing ma a motore...


Monte Moro, una giornata di sei ore di camminata




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25 aprile 2019

Venezia (venduta a caro prezzo dai Veneziani)


Venezia lascia senza  fiato. Niente da dire. Ogni volta che ci vengo mi perdo - per modo di dire perché mi oriento benissimo con una buona cartina in mano, e vado esattamente dove voglio andare J - a girovagare nei suoi sestieri, nei campi, nelle calli, lungo i canali, scoprendo ogni volta angoli nuovi, specie nelle zone meno commerciali e meno affollate dalle masse di turisti che ogni giorno “invadono” questa preziosa città.
Per me è la città più bella del mondo, unica nel suo genere.
Ma questa bellezza, questo business immenso ed eterno, ha reso Venezia come una bellissima donna rapita, prigioniera e sfruttata, obbligata a vendere il proprio corpo per arricchire chi la possiede.
Si, ogni volta che vengo qui ho la sensazione che di Venezia si è fatto un meretricio vergognoso. E’ proprio necessario dare a tutti la netta sensazione che chiunque venga da queste parti sia da vampirizzare? E non parlo solo dei ricchi turisti che soggiornano in lussuosi hotels, mangiano in costosi ristoranti e frequentano antichi e nobili caffè in Piazza San Marco, dove peraltro una cioccolata costa 10 euro. Mi riferisco anche al semplice viaggiatore qualunque che si trova a pagare 1 euro e 50 centesimi per usare un bagno pubblico (se volete utilizzare un bar a tale scopo sappiate che qui il caffè, per chi lo beve, costa minimo 2 euro). Nemmeno gli uffici turistici danno in omaggio ciò che praticamente tutti gli uffici turistici del mondo regalano: una semplice piantina della città! No, qui anche quella costa 3  euro.
E tutto il resto costa molto di più, spesso quasi il doppio, come se la sete di sangue di questa gloriosa ed antica città sia inesauribile.
Personalmente, quando vengo in visita a Venezia, per principio cerco di non spendere nemmeno un euro e credo che molti altri lo facciano, sia per risparmiare che per punire l’esosità dei commercianti locali.
In realtà Venezia non ha nessuna colpa, non è una cortigiana che si  vende a tutti, forse è solo una bellissima donna venduta da un carnefice senza pietà, dai ciechi e arroganti commercianti (ormai di molteplici nazionalità), molti dei quali irrispettosi e immeritevoli di vivere circondati da tanta bellezza.
Chi vive a Venezia, e magari non partecipa alla frenesia di questo banchetto redditizio, sopporta mestamente l’invasione e soffre per la follia commerciale senza freni. Le aree dove vivono i veneziani sono quelle che mi piacciono di più, quelle che mantengono l’atmosfera di una città prima che se ne facesse solo merce da vendere.
Questo è il fascino di Venezia: una bellissima  donna che non potrai mai avere veramente, una cortigiana che si concede a tutti per denaro e che in fondo disprezza tutti proprio per questo. Non potrà mai ricambiare l’amore che tutti le offrono e le chiedono.
Lei prende il denaro, chiude i battenti ogni sera e il suo amore nessuno lo avrà mai.




Il fascino della lavorazione del vetro


Ogni angolo è un quadro da dipingere o da fotografare








L'Arsenale



Per la prima volta vedo qualcuno in kayak!
Mi hanno detto che prima era proibito ma adesso ci
sono organizzazioni che affittano kayak con guida al seguito.
Magari un giorno vengo con il mio! :-)
In realtà non è così semplice, forse bisogna evitare 
i canali più trafficati e dalle acque più agitate:
finire in acqua in mezzo alle eliche delle fin troppe imbarcazioni
non sarebbe l'ideale! :-)












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22 aprile 2019

Fiori di melo in Alto Adige


Di ritorno da Soprabolzano e Collalbo mi sono deliziato coi paesaggi punteggiati dai fiori di melo.
La bellezza bisogno saperla cercare e, soprattutto, saperla vedere. J







In orizzontale e, sotto, in verticale :-)
La sottile guglia appuntita che si può notare nel centro
(magari ingrandendo l'immagine)
è la punta del campanile di una chiesa del vicino paesino.










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