The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

5 giugno 2011

Gibilterra, un fazzoletto di terra


Gibilterra appare come un fazzoletto di terra rubato agli spagnoli i quali, a loro volta, hanno rubato Ceuta e Melilla al Marocco e quindi non si possono certo lamentare. Fa sempre un certo effetto respirare elementi di un altro paese “fuori” del loro contesto: ad esempio i bobbies, poliziotti e poliziotte con le divise che ti aspetteresti di vedere solo a Londra, le cabine telefoniche rosse, ecc.ecc. Ricordo di aver provato la stessa sensazione a Tahiti, territorio d’oltremare francese. E’ quasi fastidioso e sembra fuori posto questo residuo di conquiste, di colonialismo, di arrogante espansione in altri luoghi del mondo.
Gibilterra poteva almeno avere un fascino anglo-ispanico-sassone-moresco-andaluso, visto il suo passato: noi non l’abbiamo trovata particolarmente attraente. Molti gli angoli squallidi e mal tenuti, le strade sconnesse, i caseggiati grigi male costruiti per sfruttare lo spazio il più possibile.
Niente che valga la pena segnalare, noi l’abbiamo visitata perché  eravamo in zona in attesa di lunedì per chiedere informazioni burocratiche al Consolato del Marocco di Algeciras: vogliamo essere sicuri che il visto per Sara si possa richiedere direttamente qui senza tornare in Italia. L’intenzione per ora è quella di tornare in Africa anche il prossimo inverno.
Gibilterra vista da La Linea de la Concepcion

British style nella penisola iberica

Angoli di Gibilterra

La moschea

Ogni angolo deve essere sfruttato a Gibilterra:
costruzioni a prova di tsunami...

 
Per visualizzare le foto in dimensioni maggiori cliccare sull’immagine. Chi fosse interessato a vedere altre fotografie del viaggio ci chieda amicizia in Facebook cliccando qui : www.facebook.com/eliseo.oberti

Nessun commento:

Posta un commento