The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

22 gennaio 2011

Frammenti di vita italiana e non solo

Primo frammento.
Avete mai guadagnato 500 euro in un’ora? Io no. Gli avvocati, per esempio, si.
Avete mai subito scorrettezze nel luogo di lavoro? Siete mai stati licenziati ingiustamente da personaggi dalla dubbia onestà umana e imprenditoriale? Aveva mai vinto una vertenza sindacale e siete mai stati giustamente risarciti? Avete mai ricevuto un avviso di garanzia, una denuncia per false e completamente inventate minacce (del tono anche ridicolo “vedrà quello che le farò”) solo per ritorsione in seguito a quella vertenza? Avete mai dovuto affidare l’incarico a un avvocato, visto che in Italia nel diritto penale non ci si può difendere da soli (chissà perché?), consigliato dal sindacato perché convenzionato ed economico? Vi siete mai sentiti chiedere in prima battuta 500 euro + Iva (612 in totale) come anticipo spese? Avete mai atteso due anni una qualche documentazione ufficiale senza sapere nulla di preciso di quello per cui sareste “indagato”?
Avete mai ricevuto, dopo due anni, una telefonata dall’avvocato che vi convoca dicendo “bella notizia, è l’ultima volta che ci vediamo, porti il libretto di assegni”? Avete mai saputo che una calunniosa denuncia è stata archiviata per iniziativa di un pubblico ministero che l’ha ritenuta infondata e ridicola? Avete mai quasi insultato un avvocato che, per una causa nata abortita e mai iniziata ha quasi il coraggio di chiedervi “un’integrazione delle spese”? Avete mai buttato nel cesso 650 euro per una storia simile che nessuno vi risarcirà mai perché la legge non lo prevede?
Io ho risposto si a tutte queste domande e, credetemi, non è facile accettare questo frammento di vita italiana senza farsi venire un po’ di nodi allo stomaco.

Secondo frammento di vita italo-nicaraguense-marocchina.
Avete mai desiderato andare in Marocco? Avete mai provato a telefonare senza successo per settimane, a inviare messaggi e-mail invano, al Consolato di quel Paese per avere informazioni precise sulla richiesta di un visto per la vostra compagna di nazionalità nicaraguense? Siete mai stati a Milano nel suddetto consolato che in confronto la bolgia dell’inferno dantesco è il Paradiso terrestre dal punto di vista organizzativo? Avete mai avuto la sensazione che una volta consegnato il passaporto e la relativa documentazione senza avere in cambio il benché minimo straccio di ricevuta, tutto potrebbe andare smarrito nel labirinto delle burocrazie più assurde e nessuno ne saprà mai nulla?
Bene, io ho risposto si anche a tutte queste domande.

Il ritiro del visto è previsto per venerdì prossimo, salvo complicazioni.
La riparazione del Wanderer è prevista per martedì, mercoledì al massimo.
Sara ed io non vediamo l’ora di ripartire e occuparci di un frammento di vita più serio, gioioso e importante: viaggiare e vedere il pianeta prima che gli essere umani lo rovinino del tutto con la burocrazia, le leggi, gli avvocati, i fili spinati, i visti sul passaporto.
Michela, mia figlia, la mia stella più luminosa, è brillantemente al terzo anno di giurisprudenza. Le ho augurato, se un giorno dovesse scegliere la professione forense, di saperlo fare con etica, umanità, onestà e dignità.
Chissà se ci sarà lavoro per lei? L’Italia, tra le varie cose, è il Paese degli Avvocati: una notizia di questi giorni sosteneva che solo a Roma ci sono più avvocati che in tutta la Francia. Tutto un programma…

Complimenti invece per l’organizzazione, la cortesia, la colazione offerta dal centro prelievi della Clinica Gavazzeni di Bergamo dove questa mattina ci siamo recati per controlli di routine.

L'alba alla clinica Humanitas


Il Wanderer nel parcheggio del cimitero di Bergamo


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