The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

3 settembre 2013

Visibilità totale

 
Dopo due giorni interi al Passo della Presolana, quasi sempre chiuso nel Wanderer a lavorare sul nuovo libro, oggi non era possibile evitare le montagne intorno.
Una giornata di visibilità totale, con una nitidezza del cielo e dell’atmosfera come non accade spesso.
Essendo sceso ieri a Clusone (al Passo la temperatura notturna e mattutina era quasi fredda), ho compiuto la seguente escursione: dal rifugio S. Lucio sono arrivato ai prati del Pianone per raggiungere poi i ruderi della Capanna Ilaria. Da lì ho fatto un a deviazione per arrivare in vetta al Pizzo Formico (1637 m) da dove si ammira un panorama immenso, in direzione nord, sull’intera catena delle Orobie, mentre a sud si apre un’ampia veduta sulla conca della Guagia che, a differenza dell’alberato versante clusonese, si presenta con arrotondate colline interamente a pascolo e senza alberi.
Poi ho proseguito in direzione della Montagnina per arrivare alla sella del Fogarolo, ad una pozza con grandi ninfee, seguendo il sentiero che porta ai prati di Pendesa, durante il quale si ammirano panorami sul Lago di Lovere, sull’altopiano di Bossico e sulle Prealpi Camune e Scalvine, per poi tornare verso S. Lucio.
Una camminata di quasi sei ore (compresa la sosta per il pranzo), alquanto remunerativa. Come sempre troverete in Facebook tutte le altre foto scattate oggi.
 
Visibilità perfetta da S. Lucio, Clusone


 
I pascoli della conca della Guagia


 
L'alberato versante nord

 
Molte le belle baite lungo il percorso
 
Per visualizzare le foto in dimensioni maggiori cliccare sull’immagine. Chi fosse interessato a vedere altre fotografie del viaggio ci chieda amicizia in Facebook cliccando qui : www.facebook.com/eliseo.oberti
 
Altri link dell’autore:
Il canale in You Tube dove trovare tutti i minivideo di Gentleman Gipsy:
La pittura:
Le foto di“pop art”: curiosità, stranezze e poesia del mondo come lo vedo io:
I libri pubblicati:

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