The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante). Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute. Su questi affascinanti veicoli da quel giorno iniziarono a viaggiare altri "gentlemen-gipsies" (gentiluomini zingari come vennero definiti a quei tempi), che diedero il via alle prime esplorazioni "plenair" grazie al loro spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) limitato da fili spinati e confini, e afflitto da una burocrazia soffocante. Il mio blog e i libri che ho scritto sono dedicati a quegli uomini. Un inno di libertà, a favore dell’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

10 marzo 2014

Venezia val bene il gasolio


 La prospettiva di un fine settimana di sole, azzurro e primavera anticipata, ma per me prevedibilmente solitario (gli amici e i familiari sono ammalati, o in viaggio, o al lavoro, o impegnati in famiglia, o latitanti), mi ha fatto scegliere di investire in gasolio e autostrada i soldi presi dai pochi in saccoccia, per raggiungere Venezia, una città che amo, sia pure piena di contraddizioni turistiche esasperate, dove una semplicissima piantina (che ovunque gli uffici turistici regalano) viene fatta pagare. Un ristorante nei pressi del Ponte di Rialto dall’eloquente nome “Il Buso” mi ha ricordato chiaramente dove ero e come vengono salassati i turisti da quelle parti. Per i Veneziani i soldi che giungono attraverso gli innumerevoli visitatori da tutto il mondo, forse non sono mai abbastanza, vista la grande competizione tra i troppi venditori. La gente invece è tantissima, probabilmente troppa (specie per i veneziani non coinvolti nel commercio: ma ce ne sono?)  a pesare su questo lembo di terra su palafitte. Forse la valuta pregiata fa chiudere occhi e orecchi agli abitanti di questa città che ha un rapporto di amore/odio con le masse di “invasori” paganti. Non è il mio caso: personalmente preferisco non lasciare denaro a Venezia. Già il costo del gasolio e dell’autostrada per percorrere i 220 chilometri che separano Bergamo da Venezia (circa 100 euro andata e ritorno + 15,90 di autostrada solo andata, una spesa per me quasi insostenibile), sono una spesa più che sufficiente per le mie misere tasche di questi tempi e non è il caso di versare altro denaro alla Serenissima. Il Wanderer comodamente parcheggiato a Mestre mi ha permesso di giungere con la Vespa “ali sotto i piedi” in poco più di un quarto d’ora poco prima di Piazzale Roma dove è possibile parcheggiarla senza costi (il costo per il parcheggio di un’auto si aggira invece intorno ai 25/30 euro al giorno) per incamminarmi a piedi vagabondando per la città. Niente battelli sul Canal Grande questa volta: si cammina e si risparmia anche così.
Ho privilegiato i quartieri della Venezia dei veneziani, quelli lontani dalle folle e dai troppi negozi: il sabato mi sono assaporato i sestieri di Cannaregio e Castello fino alla Darsena, spingendomi persino nella piccola isola di S.Pietro e nell’estremità orientale dell’Isola di S. Elena. Dopo un giusto riposo, disteso su una panchina nei giardini della Biennale, ho raggiungo Piazza San Marco e le folle camminando lungo il Canale di San Marco, per giungere poi al Ponte di Rialto verso il tramonto e ritornare alla Vespa e all’amato Wanderer. Domenica è stata dedicata all’esplorazione dei sestieri Dorsoduro, San Marco, Castello, San Polo e Santa Croce.  Belle  giornate: la Venezia dei veneziani lontana dalle folle era impreziosita e colorata da un miriade di panni stesi come mai avevo visto. Ma questo ve lo racconto nel prossimo post. Il ritorno è stato allietato dallo sciopero di un casellante nell’unica pista per il pagamento in contanti al casello autostradale di Bergamo: uscita senza pagamento quindi, e un risparmio di 15,90 euro! In quel momento ho pensato che mi sarebbe piaciuto essere in arrivo dalla Calabria… J


Angoli di una Venezia sempre magica


Il Canale di San Marco


La Venezia dei Veneziani è meno affollata
della Venezia dei turisti


Tramonto al Ponte di Rialto



Piazza San Marco non si può evitare: è una delle più belle piazze del mondo


In avvicinamento alla Venezia dei turisti...



Una città industriale di turismo internazionale


Venezia dipinge: ogni angolo è una quadro del '700


Angolo di una Venezia meno nota ma non meno bella (Cannaregio)



L'icona di Venezia: la gondola.
"La gondola costa - cantava Francesco Guccini - la gondola
è solo un bel giro di giostra..."







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