The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

12 aprile 2015

Italtrans, una proposta indecente


Adesso vi racconto un’altra storia. Italtrans non è un’associazione di transessuali italiani, ve lo assicuro. J
Per chi non la conoscesse, prendo in prestito le parole scritte nel loro sito http://www.italtrans.com/: “Un'azienda affidabile ed efficiente nel settore della logistica e del trasporto. Fra i migliori e più apprezzati operatori, ha conseguito oggi una posizione di leadership nel settore, testimoniata da una continua crescita nei volumi di lavoro. Possiede 400 mezzi di proprietà affidati ad autisti dipendenti, con la possibilità di un ulteriore potenziamento del 40% della flotta disponibile, attraverso l’aggiunta di automezzi indotti.”
Nella sezione Dipendenti e Risorse: “Il vostro lavoro è in buone mani. Una cura costante per la gestione delle vostre merci significa grande attenzione verso il personale: Italtrans si impegna molto nella formazione e nell'aggiornamento e da sempre pone grande affidamento verso il proprio reparto di Risorse Umane. Motivazione, preparazione e fiducia sono le parole che Italtrans ama affiancare ai propri dipendenti e collaboratori, in un clima positivo di operosità.”
Notizie sul fatturato: “Italtrans è un’azienda solida, costruita su basi concrete e orientata al miglioramento continuo. Il trend di crescita mantenuto costante, con il 42% di aumento nell’ultimo quinquennio, testimonia questo: la volontà di fare bene, ogni giorno di più. Un percorso che parte da lontano, con una sola meta: la piena soddisfazione dei nostri clienti”.
Grandi e sostanziose le sponsorizzazioni in ambito sportivo: http://www.agpracing.com/ “Nel 2015 Italtrans cercherà di fare ulteriori passi avanti per raggiungere il sogno di un titolo mondiale. Franco Morbidelli è stato confermato come pilota e sarà affiancato dal finlandese Mika Kallio. Morbidelli ha terminato la stagione in moto 2 con un undicesimo posto in classifica generale, mentre Mika si è posizionato secondo dopo aver combattuto energicamente per tutto il mondiale. Tutto ciò dà speranza ad Italtrans per continuare la sua crescita e raggiungere l’obiettivo di vincere il campionato mondiale di Moto2 nel 2015.”
Questa l’immagine che si vuole dare all’esterno, come del resto fanno tutte le aziende in un’epoca in cui l’immagine è tutto.

Adesso però vi racconto la mia personale esperienza concreta con Italtrans.
Proprio il giorno prima di partire per la Francia, un paio di mesi fa, ricevo una telefonata da parte di una piccola azienda, la Dea srl con sede a Rovato (Bs), che mi propone un colloquio per una posizione nella sede Italtrans di Calcinate (Bg), un’area immensa, quasi una cittadina della logistica. Ovviamente ho dovuto rimandare l’approfondimento di questa opportunità al mio ritorno a Bergamo avvenuto in questi giorni.
Mi reco a Rovato e il gentile responsabile della Dea mi illustra la posizione, da loro ricevuta in appalto da Italtrans, nel settore della guardiania e portierato. Un affiancamento di un paio di settimane è sufficiente per apprendere gli elementi necessari alla mansione che comporta registrazioni dei moltissimi mezzi che ogni giorno vanno e vengono dalla sede di Calcinate. Il lavoro si svolge su tre turni, notte compresa, alternati in modo alquanto irregolare, con notifica settimanale dell’orario e grande richiesta di elasticità. Nessuna indennità ovviamente per il lavoro notturno e festivo. Contratto a chiamata che non prevede alcun diritto di ferie pagate, di malattia e di contribuzione previdenziale (pare coperta solo al 10%). Orario settimanale di 25/30 ore. Paga oraria 4,5 euro l’ora. L’Italtrans inoltre richiede  solo personale italiano.
Nonostante io sia andato al colloquio con una grande disponibilità ad accettare un lavoro semplice e non eccelsamente retribuito, ascoltando queste informazioni resto subito alquanto perplesso. Al gentile interlocutore dico: “Lei mi ha informato sugli oneri di questo lavoro ma sull’altro piatto della bilancia cosa c’è? Intendo: ma che appetibilità ha questo lavoro per chi come me lo deve considerare?”
“Nessuna appetibilità” mi risponde quasi rammaricato. “Questo in effetti è un lavoro che noi proponiamo come transitorio per studenti che si stanno guardando in giro, che vivono ancora in famiglia e non hanno spese particolari. Non certo un lavoro da tenersi a lungo”.
Con tutta la mia buona volontà e necessità di lavorare, da dentro, dal mio profondo, sento uscire queste parole dalla mia bocca:
“Guardi, sono venuto qui con intenzioni accomodanti e la disponibilità ad un lavoro semplice, un orario magari di 40 ore settimanali, una retribuzione di 800/1000 euro, tuttavia le sua parole mi fanno dire “No, grazie”, anche se ho solo pochi soldi sul conto corrente”.
No, grazie anche solo per principio e a nome di tutti i lavoratori sfruttati di questi miseri tempi moderni (non che ultimamente i piccoli/medi imprenditori siano messi molto meglio…).
Un’azienda così grande, potente, che vanta enormi mezzi finanziari e prestigiose sponsorizzazioni sportive, ha la vergognosa sfacciataggine di appaltare la ricerca di personale ad una piccola azienda esterna (che ci deve pur guadagnare qualcosa) rosicando al minimo la retribuzione oraria che arriva nelle tasche dei lavoratori: 4,5 euro l’ora con un  contratto a chiamata che è una delle vergogne più grandi delle leggi sul lavoro degli ultimi decenni! Certo, qualcuno per disperazione accetta e accetterà queste condizioni, divenendo un involontario complice di chi le propone. Io credo che noi lavoratori dovremmo cominciare a dire NO, sempre di più, e a gran voce.
Una situazione da  divulgare, per me da denunciare socialmente, governo Renzi, che regala balle, illusioni e parole vuote, compreso.
Il mio blog da 5 anni ha come sottotitolo: “Viaggiare, vivere e lavorare in Europa (e non solo) da persone oneste, malgrado le leggi...”.
Forse adesso capite un po’ di più cosa intendevo fin dall’inizio… J

21 aprile
Nuovi sviluppi. Oggi una responsabile della Dea srl mi chiama chiedendomi di eliminare il mio articolo nel blog perchè Italtrans, essendone venuta o venendone a conoscenza, potrebbe minacciare di togliere loro l'appalto. Chiedo: "Lei crede che io abbia scritto qualcosa di inesatto o scorretto?". "No" mi risponde "non è quello il problema, è che noi perdiamo il lavoro che ci appoggiano". Dico: "Forse dovreste chiedervi perchè. Forse accettando un appalto del genere siete direttamente o indirettamente complici di qualcosa di discutibile, che forse comporta lo sfruttamento della gente". Continuo: "Il mio blog ha una discreta ma non enorme visibilità. Credo che lei mi debba solo ringraziare se non invio questo articolo a tutti i giornali". Va bene, mi dice, grazie e arrivederci. La gente pensa solo al proprio orticello, tipico costume italiano, forse senza rendersi conto di quello che sta facendo al prossimo. O forse se ne rende conto ma non gliene importa un granché. Personalmente spero che Italtrans proponga ai lavoratori in quel ruolo un'assunzione diretta con un contratto di lavoro degno di essere chiamato tale.
Dimenticavo. Avete notato i troppi “forse” (ben 5) che ho messo nelle poche righe precedenti? Non è stato un errore stilistico, è stato intenzionale perché aiuta a capire che in certi frangenti e relativamente a certe tematiche, diversi “forse” si possono anche tranquillamente togliere. Forse. J



Italtrans, una potenza da 4,5 euro l'ora (per chi ci lavora...)


Sponsorizzazioni milionarie...



Altri link dell’autore:

Il canale in You Tube dove trovare tutti i minivideo di Gentleman Gipsy:

La pittura:

Le foto di“pop art”: curiosità, stranezze e poesia del mondo come lo vedo io:

I libri pubblicati:

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