The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

5 aprile 2015

Villa Ladoma (censored) story – 2° parte


In questi post avevo raccontato la mia esperienza di lavoro in Francia risalente al 2015. L’avevo suddivisa dettagliatamente in 4 post che sono rimasti sul mio blog per oltre un anno ottenendo centinaia di visualizzazioni.
Quando decisi di pubblicare la storia ero del tutto consapevole che a qualcuno dei protagonisti potesse "non far piacere", proprio perché vera e relativa a loro comportamenti non del tutto apprezzabili. Il 1 giugno 2016, a distanza di ben oltre un anno, ho ricevuto sul blog il seguente messaggio anonimo che ho scelto di pubblicare:

"Buon giorno, quanto da lei pubblicato oltre ad essere falso viola le leggi sulla privacy. La invito a cancellare definitivamente i contenuti relativi a Villa Ladoma entro 30 giorni da oggi, 1 giugno 2016, altrimenti saremo costretti a tutelare i nostri diritti per vie legali".

La mia risposta è stata la seguente:
“ Pubblico il sopracitato commento anche se anonimo, e per questo non ho la minima idea di chi siano gli autori o chi rappresentino. Ragion per cui non posso sapere a quale privacy o a quali presunti diritti violati si possano riferire, e soprattutto di chi.
I contenuti del mio vissuto si riferiscono ad una diretta esperienza personale (e non anonima), e sono tutt’altro che falsi. Per quanto riguarda le altre informazioni, come ho scritto nei post, le ho semplicemente trovate in rete e sono notizie di dominio pubblico che dovrebbero al limite essere contestate e cancellate alla fonte.
Ho lavorato a Villa Ladoma per un arco di tempo di circa 50 giorni senza alcun contratto legale (visto che si parla di legalità) e ho semplicemente raccontato ciò che là ho vissuto, aggiungendo  informazioni trovate in rete  come dai links segnalati.
Questo messaggio anonimo potrebbe essere stato scritto da chiunque, e per chissà quale motivo, con lo scopo di intimidirmi.
Ho raccontato la mia verità senza voler danneggiare alcuno, nonostante fossi stato invitato a lavorare a Villa Ladoma e poi allontanato per le problematiche che ho descritto (dovrei dire “licenziato” ma non è corretto, visto che non sono mai stato assunto legalmente e regolarmente).
Qualcun altro al posto mio avrebbe già sporto denuncia per una causa di lavoro, ed io non ho mai avuto l’intenzione di farlo.
Se si ritiene ci siano gli estremi per procedere per vie legali, venga fatto ed io mi troverò costretto a difendermi per vie altrettanto legali.
Se invece, e non certo con un altro messaggio in forma anonima,  si vorrà contattarmi (tramite telefono o posta elettronica) e spiegare cosa sarebbe falso, cosa starei violando della privacy e chi e per cosa qualcuno potrebbe essere danneggiato per quello che ho scritto, mi dichiaro disponibile ad ascoltare e a valutare per poi decidere in merito alla cancellazione dei post. Una decisione non certo impossibile se quantomeno si identificano i richiedenti e se ne comprendono le motivazioni.
A vostra disposizione per qualsiasi altro chiarimento. Cordiali saluti.”

Dopo la mia risposta ho atteso invano per 11 giorni un successivo contatto, pur consapevole da subito che comunque avrei scelto di cancellare i post semplicemente perché so per certo che l'arroganza di chi ha il potere dei soldi può essere molto più violenta di quella di chi i soldi non li ha. Non nascondo inoltre la mia non immensa fiducia nella legge e negli avvocati, finire nella mani dei quali non è mai consigliabile né da  colpevoli né da innocenti.
Mi sono chiesto per prima cosa quanto fosse importante per me mantenere la storia online. In linea di principio abbastanza, non fosse altro per la libertà di espressione e la certezza di aver raccontato i fatti realmente accaduti. In concreto invece ormai non aveva più molta importanza: scriverla era stato elaborare un’esperienza e condividerla con chi da anni mi segue sul blog. Questo è già ampiamente accaduto, quindi non ho avuto problemi a scegliere di “censurarla”proprio oggi 11 giugno 2016, visto che l’11 è da una vita il mio numero preferito. E lo faccio non tanto per paura di chissà cosa, nonostante l’intimidazione anonima ricevuta sia di sottile stampo mafioso.  Del resto sarebbe stato anche divertente dare in mano l’intera faccenda a un qualche ambizioso avvocato rampante, dirgli che non ero interessato ad alcun aspetto di vantaggi economici e che si divertisse lui a ricavarne tutto ciò che poteva per sé stesso, iniziando una causa di lavoro o quant’altro ritenesse opportuno. Ma non sono il tipo, lo sapete, non ho mai dato priorità al denaro e le mie scelte di vita lo testimoniano più che a sufficienza.
Mi piace lottare quando vale veramente la pena di farlo e gli obiettivi sono realmente importanti, e lo faccio anche a scapito dei mie vantaggi personali. L’ho già fatto diverse volte ma non sarà questo il caso.
E poi, ripeto, l'arroganza anonima e mafiosa di chi ha anche il potere dei soldi può essere molto più violenta di quella di chi i soldi non li ha, e c’è gente che è molto più predisposta di altri a fare del male gratuitamente.
Quindi per me va bene così.
Ma se vi interessa conoscere la storia vera e curiosa che ho vissuto sulla mia pelle a Villa Ladoma (per quanto mi riguarda anche se da qui cancellata non cadrà mai nell'oblio), contattatemi personalmente e sarò lieto di raccontarvela. J

Buona vita a tutti.





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