The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

6 settembre 2017

Haukelanstrand e Uttakleiv, nemmeno citate da Lonely Planet: piccola disquisizione sul campeggio libero

Vestvågøy, come ho scritto nel post precedente, è probabilmente la mia isola preferita tra le Isole Lofoten.
Haukelanstrand e Uttakleiv, località sulla costa sud-ovest di quest’isola, che non sono nemmeno citate dalla guida Lonely Planet, sono il fiore all’occhiello paesaggistico dal punto di vista di quella meravigliosa possibilità che è il campeggio libero.
La mia amata piccola tenda canadese North Face Canyonlands monoposto (ma qualche volta ci ho dormito anche in due…. J ), acquistata in Canada nel lontano 2002 (mi accompagnò per i due anni di viaggio nelle Americhe raccontati nel mio libro VagaMondo), è sempre con me. Il suo ruolo è stato prezioso anche durante questo viaggio in Norvegia dove mi ha ospitato per ben quattro notti in campeggio libero. Altre nove notti (alcune delle quali anche piovose) le ho trascorse nella Toyota AYGO (“’ndo vai?”), tre notti in semplici camere d’ostello e solo quattro in sufficientemente decenti camere d’albergo. Questo non solo per una questione di risparmio (notevole visto i costi della Norvegia) ma soprattutto per godere della libertà di viaggiare e spaziare liberamente, senza curarsi di orari e di prenotazioni, nonché di trovare per forza un giaciglio a pagamento ogni sera, di fermarmi ovunque mi piace farlo, in special modo in aree immerse nella natura dove le strutture alberghiere sono spesso lontane oltre che costose.
Dunque, per tornare a Haukelanstrand e Uttakleiv, queste due località sull’isola Vestvågøy nelle Isole Lofoten, nemmeno citate dalla Lonely Planet,  collegate tra loro da un breve tunnel che passa sotto una montagna, ed unite da un bellissimo sentiero che circonda il promontorio che le divide, sono i luoghi più piacevoli che ho trovato per fare campeggio libero alle Isole Lofoten.
In realtà a Uttakleiv sono presenti cartelli che forniscono un presunto codice bancario su cui versare una somma minima, ma mi chiedo chi mai lo faccia… J 
Il campeggio libero con una tenda piantata su un prato al bordo di una spiaggia è doverosamente da vivere “gratis” (e non per i 10/20 euro che ti possono chiedere), come del resto è da vivere la sosta libera di un camper durante un viaggio itinerante. 
E’ semplicemente assurdo pagare per dormire.
Questo gli animali lo sanno bene, e anche i viaggiatori indipendenti e i camperisti dall’animo libero come me. J


Minivideo: Uttakleiv Vestvågøy, Lofoten:




Haukelanstrand



Compagni di viaggio, sia pure per qualche ora


L'inizio del sentiero tra Haukelanstrand  e Uttakleiv



Una casa abbandonata e abbellita...


Uttakleiv



Campeggio libero a Uttakleiv e la mia amata tenda


Poche altre tende colorate si intravedono sul prato


In attesa di un tramonto che sembra 
non arrivare mai al Circolo Polare Artico



Ormai sono oltre le 10 di sera e sola qualche 
pecora circola intorno alla tenda



Cliccate sulle foto per ingrandirle ed apprezzarle maggiormente.
Molte più foto sono nel mio spazio in Facebook.
Chi desidera visionarle mi chieda il contatto specificando il motivo “fotografico”.
Grazie.



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Le foto di“pop art”: curiosità, stranezze e poesia del mondo come lo vedo io:

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