The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

21 ottobre 2017

Doha, che ci crediate o no, a me piace!

Doha sarà anche una città troppo calda durante buona parte dell’anno, sarà anche un’oasi di cemento nel deserto, sarà anche un po’ razzista, sfruttatrice di manodopera povera di provenienza perlopiù asiatica ed africana, troppo severa e rigida nei costumi religiosi e nella legge (dal punto di vista occidentale), piena di automobili lussuose, rumorose e troppo ostentanti la ricchezza proveniente dal gas e dall’oro nero, troppo congestionata di traffico lungo la corniche nelle ore di punta, non facile (per me) nell’approccio al femminile ricoperto troppo spesso da veli e burka J, dalla scarsa attenzione per la libertà di stampa ed espressione, nonché intrisa di una massiccia dose di culto della personalità nei confronti dello sceicco (elemento che, vista la sua immagine presente ovunque, mi sembra essersi addirittura accentuato dopo la recente crisi con i Paesi del Golfo Persico), tuttavia, dopo questa lunga premessa, che ci crediate o no, a me piace parecchio.
Mi trovo bene nella sua pulizia, nei prati verdi perfettamente tenuti dei suoi molti parchi, nei suoi souq colorati, tra le sue affascinanti barche di legno (purtroppo il mare è sempre più pieno di bottiglie di plastica  e quant’altro viene gettato sistematicamente in acqua dagli equipaggi – perlopiù asiatici ed africani – che lavorano su di esse).
Ed ogni volta, questa è la quarta in poco più di un anno, nel mio tempo libero, torno volentieri a rivedere gli angoli che mi piacciono di più.
Ed ogni volta mi sento felice di essere qui e di fare il lavoro che faccio e che qui mi porta spesso.
Questa volta ho visitato nuovamente (ma con la luce del giorno prima del tramonto) il souq dei falchi e le scuderie che appartengono alla polizia, se non ho capito male. Ma su questi due luoghi farò dei post a parte.



Doha vista dal Parco del Museo Islamico


Nel pomeriggio fa ancora troppo caldo (oggi 37°) e sono poche le 
persone in giro. Escono tutti poco prima del tramonto 
e la vita di accende la sera.





Anche per i bambini non è ancora il momento giusto 
per giocare: troppo caldo! Qui, anche il sabato (che è la loro 
domenica), si esce solo prima del tramonto.





Troppe bottiglie di plastica nel mare!!



Si, mi piace qui. Dedicato a tutti quelli che snobbano 
questi Paesi dal punto di vista viaggi/turismo... :-)


I colori del Souq Waqif


Le immagini dello sceicco sono sempre più massicciamente 
presenti ovunque, ancora di più mi sembra, dopo la recente crisi 
tra il Qatar e gli altri Paesi del Golfo Persico




Il caldo fa sudare copiosamente: allora ci si rifocilla e idrata  
con ottimi succhi freschi! Oggi ne ho assaggiati due, 
alla menta-lime e alla papaya. Ottimi!





Al tramonto la gente comincia ad uscire di casa e le donne 
si preparano a vendere i loro cibi cucinati al mercato





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