Gli "arretrati" a cui mi riferisco non sono certo gli Islandesi, popolo alquanto civile ed evoluto a quanto mi sembra.
Sono i molti post in arretrato e tutto
il materiale video fotografico prodotto in questi ultimi giorni che si è
accumulato. Non è semplice viaggiare e dedicare tempo alla fotografia, ai filmati con il drone, ai social (il mio blog, Facebook,
Instagram e lo stato di Whatsapp che è molto utilizzato ultimamente). Ci vuole
tanto tempo anche a rielaborare i video girati con il “Magic Mini”, il mio piccolo
drone (vero nome DJI Mavic Mini), ed a inserirli in Movie Maker per creare un
video accompagnato dalla musica che abbia un senso e una decente impostazione.
Tuttavia mi diverto e lo faccio per
me, per l’affetto verso chi mi segue da anni in questo vagabondare, e soprattutto
per l’interesse e l’affetto che voi mostrate nei miei confronti.
Quindi dovrei/vorrei essere un po’
stringato nei testi ma non sempre è possibile, come oggi…
Vi posto una serie di foto scattate lungo
il percorso di questi ultimi 2/3 giorni che hanno toccato Eskifjörður (carini i
Mjóeyri Cottage e molto originale la spa pool con acqua caldissima e formato
motoscafo), il Fáskrúðsfjörður, e lo Stöðvarfjörður (simpatica la chiesetta azzurra Kirkjubær adibita a Guesthouse).
Doveroso un passaggio alla Flögufoss dove
ho effettuato brevi prove di volo con un discreto vento a
raffiche: direi che il “Magic mini” si comporta molto bene ugualmente, con il
suo stabilizzatore incorporato.
Poi ho costeggiato il Berufjörður fino
ad arrivare a Djúpivogur dove il lupino, che non è il fiore nazionale, vista la
diffusione, avrebbe il diritto di esserlo. In quest’ultima località da ricordare
Eggin i Gledivik, un’opera d’arte formata da 34 uova giganti disposte lungo il
molo, ciascuna delle quali rappresenta un uccello locale.
Poi sono ritornato a Egilsstadir per
motivi tecnici: gli pneumatici che mi hanno messo non sono inclusi nella lista
presente sul libretto di circolazione (Edgardo, rocker e gommista mi segue attento a non farmi fare troppi errori in proposito): qui in Islanda pare normale montare qualsiasi peneumatico sicuro e adattato, ma sono
certo che la mia assicurazione avrebbe molto da dire in proposito in caso di (grave) incidente, e non posso scherzare con queste cose: il mio fornmitore islandese ne è sprovvisto ma devono
cambiarmeli, e forse nei prossimi giorni troveranno le gomme adatte (spero lo
faranno quando arriverò nella loro filiale di Reykjavík).
Ritornando a Egilsstadir per questa motivazione tecnica, ho preso
la strada più breve, la 939, non quella lungo i fiordi, e sono rimasto molto
colpito dalla bellezza di questo percorso non così battuto dal turismo di
massa.
Ho volato con il Mini, due volte e alla Folaldafoss, sempre sulla strada 939, è successo: ho perduto il Magic Mini in volo, un qualcosa che prima o poi mi aspettavo. L'ho perso ma ritrovato con il localizzatore gps nell’applicazione DJI Flight! Come è successo non lo so, forse iniziando a volare non più a vista, ma guardando il display perché oltre una certa distanza il drone non riesci più a vederlo ad occhio nudo, e indietreggiando rapidamente rispetto alla cascata, sono stato troppo basso e l'ho fatto urtare e cadere in una radura con vegetazione "morbida" per fortuna.
Solo che al momento non avevo idea di
cosa fosse successo: semplicemente il mio display mi diceva che il drone non era più connesso.
Io, da inesperto, al momento non avevo capito se fosse ancora in volo oppure se
fosse caduto da qualche parte.
Chi di noi vola coi droni per fare riprese
foto/video sa che prima o poi potrebbe succedere per qualsiasi
motivo (errori di pilotaggio, vento forte, problemi tecnici vari di connessione,
uccelli rapaci, cacciatori con doppietta, ecc. ecc.), e molti hanno provato la
piccola ansia e il piccolo dispiacere che si prova quando ciò succede.
Io l’ho provato per circa 20/30
minuti, cercando di raccapezzarmi e di capire cosa potevo fare. Alla fine,
smanettando nel programma dell’applicazione ho recuperato la funzione “trova
drone” che attiva il contatto tra l’applicazione sul telefono e il drone anche
se è spento o distrutto, in quanto lui continua a inviare il segnale GPS per un po’.
Ho quindi visto che era nella scarpata
sotto di me, leggermente scoscesa ma praticabile sia pure con cautela, e ricoperta da
bassa vegetazione tipo tundra. Mi sono avventurato e non senza fatica ho
ritrovato il povero “Magic Mini” un po’ a gambe per aria e con lo sportellino
della batteria aperto, forse per l’urto, senza più la batteria all’interno. Ho
guardato un po’ intorno ma non l’ho trovata, chissà dove si sarà ficcata in
mezzo agli arbusti e a quale distanza dal drone. Mi sono rassegnato, felice che
il drone non avesse segni evidenti di rottura (ne ho altre due di batterie). Provandolo in seguito ho
verificato piacevolente che tutto funziona come prima! Questo si chiama grandissimo culo,
ragazzi!!!
Devo stare ancora più attento e
imparare meglio a pilotarlo, ma questo, ahimè, si può raggiungere solo
rischiando e facendo pratica, non c’è scelta.
Felice del positivo esito della mia
ricerca, e contento di non aver mollato la speranza di ritrovarlo, ho ripreso
il cammino lungo la Strada 1 che va da Djúpivogur a Hofn, facendo anche una piccola
deviazione verso una chiesetta in località Hof vista da lontano.
Poi ho raggiuinto la spiaggia nera di
Stokksnes, e i potenti paesaggi circostanti, che erano un ricordo forte del mio
viaggio di 4 anni orsono. Lì ho volato ancora con il Mini (vedere in seguito tutti
i minivideo che posterò), mi sono fermato a dormire e questa mattina presto, con la luce del
sole in posizione migliore sulle montagne e nssuno in giro, ho camminato per raggiungere il
Villaggio Vichingo di Stokksnes, situato in un ambiente selvaggio alle pendici
del Vestrahorn, una montagna dal fascino misterioso. Nei paraggi si trova
un piccolo locale, il Viking Cafe, che tra l’altro serve ottime torte (ho
ripreso la stessa torta alle carote già apprezzata quattro anni fa, molto
buona).
Il proprietario di queste terre, per
una somma ragionevole, permette di visitare il pittoresco set cinematografico
di un villaggio vichingo, fatto costruire da un regista islandese nel 2009 e
mai utilizzato per le riprese, nelle vicinanze una spiaggia di sabbia nera
lunga chilometri, dove le foche oziano sullo sfondo delle montagne.
Un paesaggio estremamente fotogenico.
Perdonate il lungo post ma troppe cose
si erano accumulate.
Quando finirò di sbrigare tutta questa
mole di lavoro forse riprenderò il cammino!
Altri link dell’autore:
Il canale in You Tube dove trovare tutti i video
di Gentleman Gipsy:
http://www.youtube.com/user/ilvagabondo62?feature=mhee
La pittura:
http://eliseooberti.blogspot.com/
Photos: curiosità, stranezze e poesia del mondo
come lo vedo io:
http://eliseoobertifotopopart.blogspot.com/
I libri pubblicati:
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