Il Castello di Predjama è noto per essere il più grande castello di grotta del mondo. Infatti la sua caratteristica principale è quella di avere alle sue spalle e sotto di sè delle grotte che hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua storia, contribuendo ad accrescerne la fama: nel medioevo il castello era visto come un luogo tetro e misterioso, ma solo chi ci viveva poteva conoscerne la verità. Viverci non era affatto confortevole, anzi, d’inverno si pativa spesso il freddo per la roccia fredda e per i continui spifferi provenienti dalle finestre e dalle grotte. La sua capacità di resistere agli attacchi rendeva questo luogo preferibile a molti altri più confortevoli ed ospitali. Il Castello di Predjama è conosciuto anche come Castel Lueghi: questo perchè il suo principale Signore fu Erasmo di Lueg, un signorotto locale che applicò una strenua ed eroica resistenza all’imperatore Federico III d’Asburgo. Oltre ad essere completamente inespugnabile, si diceva fosse infestato dai fantasmi e che ci fosse il diavolo. Costruito a 123 metri di altezza su uno sperone di roccia, il castello ha un sistema di grotte che collegano le stanze sotterranee del castello con l’esterno passando attraverso le montagne. Ciò permetteva agli abitanti di ricevere costante rifornimento dall’esterno in modo da poter sopravvivere senza terminare i viveri per lungo tempo. Non avevano nemmeno il problema dell’acqua, visto che la prendevano direttamente dalla roccia incanalandola in un contenitore. Chi pensava di prendere gli inquilini del castello per fame o per sete si sbagliava di grosso. Pensate che Erasmo, tanto signore quanto sbeffeggiatore, durante l’assedio lungo un anno, si permise di inviare cibo ai suoi assedianti. Prima un vitello arrosto, poi delle ciliegie mature. Gli assedianti, tra lo stupore, ringraziarono e continuarono ad attaccare, mentre gli inquilini del castello continuavano a sopravvivere uscendo di nascosto alle spalle della montagna rifornendosi di cibo. Questo rifornimento di cibo alimentò il sospetto degli assedianti che nel castello risiedesse il diavolo, alimentandone la leggenda.
Nonostante un anno di assedio, Federico III non perse le speranze e riuscì a corrompere un servo di Erasmo. Il colpo di grazia gli fu assestato mentre era in bagno, ed è proprio vero che non si è tranquilli neanche quando si va al cesso.
Il servo corrotto spiegò che l’unico momento in cui era possibile colpire Erasmo era quando questi si trovava nella sua latrina, esposta dal lato degli assedianti. Il servo inviò il segnale di attacco – accese una candela ad una finestra – e la palla della catapulta colpì in pieno Erasmo mentre era intento nei suoi bisogni personali, facendolo precipitare nel baratro e dando il via all’invasione del castello e alla successiva conquista. Erasmo morì sul colpo e il Castello di Predjama fu conquistato.
Erasmo fu sepolto nella piazza principale di Predjama, e la compagna piantò un tiglio che sopravvive ancora oggi.





























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