Portole è un borgo medievale dell'Istria interna, in Croazia. Si trova sulla cima di un altipiano che domina la valle del fiume Quieto e la sua campagna. Fu fondata all’epoca dell'impero romano ed edificata su un poggio alto quasi 400 metri sul livello del mare. Nel 1918, a seguito della Grande Guerra, Portole e tutta l'Istria vennero annesse all'Italia sotto la provincia di Pola. La seconda guerra mondiale invece rappresentò un periodo di tragedie per la popolazione locale. Occupata militarmente dai tedeschi nel 1943, in quegli anni anni cominciarono a formarsi nell'Istria interna le prime bande dei partigiani comunisti di Tito che rivendicavano a gran voce le terre d'Istria, Trieste, Gorizia, Fiume e la Dalmazia. In quel clima di incertezza e terrore, la maggioranza della popolazione residente di Portole scelse la via dell'esodo, specie dopo la formalizzazione del Trattato di Parigi del 1947 che sancì la definitiva annessione di Portole alla Jugoslavia. Dal 1991 fa parte della Repubblica di Croazia, si trova al confine con la Slovenia a nord ed ha mantenuto il bilinguismo croato ed italiano. Attualmente, nonostante l'esodo della maggioranza della popolazione italiana che viveva per di più nel centro storico, ora in via di evidente abbandono, annovera la presenza di una minoranza italiana che si aggira attorno al 30% dei cittadini residenti.
Montona è invece il più noto e turistico tra i borghi istriani accovacciati sulle colline. Il nucleo medievale è ben conservato, cosi come le due cinte murarie che la difendevano. Devo dire però che sia da Montona che da Portole personalmente mi aspettavo qualcosa in più.
















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