L’arrivo in Sicilia, per la quarta volta nella mia vita, attraversando lo stretto che è poco più di 3,100 km metri fa subito pensare che un ponte potevano pure farlo in passato, quando c’era qualche soldo in più nelle casse dello Stato. Il problema del ponte è stato fin troppo dibattuto e non vado oltre. Ho proseguito verso il pilone dello stretto, uno dei due giganteschi tralicci in disuso dell’elettrodotto ad alta tensione che per trent’anni dal 1955 al 1985 attraversò lo stretto di Messina tra Calabria e Sicilia, un collegamento aereo lungo 3.646 metri che stabilì il record per l'elettrodotto più lungo del mondo. Pur non avendo più alcuna funzione pratica, i piloni non sono stati tuttora abbattuti, e oggi, con lo status di monumenti storici tutelati, sono usati per misurazioni metereologiche, esercitazioni di recupero in quota e telecomunicazioni. Dal 2006, il pilone di Torre Faro è stato aperto al pubblico solo per un paio di stagioni e la visita richiedeva di salire una scala di 2.240 gradini per raggiungere la piattaforma più alta.
The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante). Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute. Su questi affascinanti veicoli da quel giorno iniziarono a viaggiare altri "gentlemen-gipsies" (gentiluomini zingari come vennero definiti a quei tempi), che diedero il via alle prime esplorazioni "plenair" grazie al loro spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) limitato da fili spinati e confini, e afflitto da una burocrazia soffocante. Il mio blog e i libri che ho scritto sono dedicati a quegli uomini. Un inno di libertà, a favore dell’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.








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