Il santuario di Tindari o santuario della Madonna Nera si trova a Tindari, frazione di Patti, nella città metropolitana di Messina. Sorge sulla sommità del colle omonimo e domina i laghetti di Marinello, inseriti nell'omonima riserva naturale.
Secondo la tradizione la statua bizantina della Madonna nera di Tindari, proveniente dall'Oriente per sfuggire alla persecuzione, impedì alla nave che la trasportava di ripartire, dopo che si era rifugiata nella baia di Tindari per sfuggire a una tempesta. I marinai depositarono a terra il carico, pensando che fosse questo a impedire la partenza, e solo quando vi portarono anche la statua la nave poté riprendere il mare. Questo fatto fu interpretato come il desiderio della Vergine di rimanere in quel luogo. La statua fu portata quindi sul colle soprastante, dentro una piccola chiesa che dovette in seguito essere più volte ampliata per accogliere i pellegrini, attratti dalla fama miracolosa del simulacro. La scultura lignea (in cedro del Libano), orientaleggiante, è databile tra la fine del secolo VIII e i primi decenni del secolo IX. La Madonna è nera, con un caratteristico volto lungo non facilmente riscontrabile in altre statue religiose. Sul capo è posta una corona o un turbante di tipo orientale. Sotto il trono, la scritta "Nigra Sum Sed Formosa" riprende la frase del Cantico dei Cantici e significa letteralmente "Sono nera ma bella".
Situata sotto il promontorio del Santuario si trova la riserva lagunare di Marinello, sottoposta a molte variazioni morfologiche del territorio che, modificando la costa, creano laghetti del litorale salmastri.
Piacevolissima la passeggiata verso Punta Marinello, la lingua di sabbia che si protrae verso il mare.
NUOVO VIDEO: Il santuario di Tindari, Punta Marinello, la riserva e i laghi, visti in volo con il Magic Mini:




















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