“Nessuno mette i propri figli su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra”. (Warsan Shire, poetessa)
Stasera a Steccato di Cutro ho voluto volare su un spiaggia intrisa di dolore. Per ora il numero dei morti è arrivato a 68 ma, mentre questa sera filmavo con il mio drone lungo la spiaggia, a distanza di alcuni giorni dalla tragedia, c’erano ancora quad della polizia che pattugliavano la zona. A bordo dell'imbarcazione partita da Smirne, in Turchia, e affondata a 150 metri da questa spiaggia in provincia di Crotone, viaggiavano 180 persone provenienti principalmente da Afghanistan, Siria, Iraq e Pakistan. Pochi di loro hanno un nome ma dietro ognuno di loro c’è una storia di vita che li ha portati a morire in questo mare davanti alle nostre coste. Queste tragedie, che da anni sono troppe, sono frutto di precise scelte politiche di cui qualcuno è responsabile.
Perché non soccorrere è un crimine.
Qui il breve video:

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