In questa mio ritorno a Vieste, dopo 12 anni, ho avuto modo di visitarla meglio e con un bel clima. Come altre città pugliesi, durante la sua storia fu spesso esposta ad attacchi provenienti dal mare. Uno dei popoli più pericolosi, per Vieste, furono i turchi, i quali compirono incursioni anche sanguinarie. Particolarmente grave fu l’episodio del corsaro ottomano Dragut Rais: il 15 luglio dell'anno 1554 Dragut sbarcò a Vieste con 60 o 70 galee.
Al suo arrivo gli abitanti di Vieste si rifugiarono tra la cattedrale e il castello che avevano barricato. Gli assediati negoziarono la resa e consegnarono oro e argento sperando che bastassero a salvare Vieste. Aprirono le porte il 24 luglio ma i turchi entrarono e iniziarono a saccheggiare la città. Razziarono chiese e case, violentarono e massacrarono donne, bambini e anziani.
Dai 5.000 ai 7.000 abitanti furono ridotti in schiavitù e Dragut ordinò la decapitazione di tutti coloro che non fosse in grado di portare via in schiavitù, con la conseguente uccisione di 5.000 persone. Si ritiene che l'intera popolazione di Vieste sia stata decapitata in questo evento passato alla storia come un brutale massacro.









































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