L’interessante Norwegian Petroleum Museum è stato inaugurato nel maggio 1999. Visto dal mare il museo sembra una piccola piattaforma petrolifera e l'insolita architettura ha reso il museo un punto di riferimento nel porto di Stavanger.
Costruito in pietra, vetro e cemento, si concentra sull'attività petrolifera offshore, specialmente nel Mare del Nord. Il museo espone oggetti, filmati, fotografie e altri materiali raccolti che documentano le attività norvegesi di petrolio e gas.
Mostra altresì lo sviluppo tecnologico dall'inizio della storia petrolifera norvegese a metà degli anni '60, dalle prime piattaforme di perforazione del Mare del Nord, attraverso piattaforme in acciaio e cemento sviluppate e costruite in Norvegia, fino a navi di produzione moderne e flessibili e sistemi sottomarini.
Ciò che mi ha colpito maggiormente è la sincerità con la quale i norvegesi affrontano l’argomento: la scoperta del petrolio ha portato ricchezza e benessere a Stavanger e a tutta la nazione ma al prezzo di sofferenze, dura fatica, e anche perdita di vite umane. Senza parlare degli aspetti ambientali.
La Norvegia è uno dei paesi più attenti all’ecologia, all’energia pulita e all’ambiente, ma ha dovuto convivere con questa contraddizione produttiva che esporta grandemente nel mondo e dalla quale in buona parte deriva il suo benessere e la sua ricchezza.






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