Capo Kolka è un promontorio situato sul Mar Baltico, vicino all'ingresso del Golfo di Riga, sulla costa della Livonia, nella penisola della Curlandia in Lettonia.
Il promontorio è circondato dallo stretto di Irbe che funge da confine naturale con l'Estonia. È una tra le località lettoni più incontaminate e la macchia verde di foreste si arresta solo a pochi passi dalle spiagge sul mar Baltico.
Nel 1955 fu costruita una base militare sovietica per la realizzazione della quale gli abitanti furono costretti ad abbandonare gli insediamenti circostanti, dovendo spostarsi in località che fossero più lontane dal mare. Successivamente, ulteriori centri cittadini della costa occidentale dovettero essere quasi tutti sgombrati quando l'URSS trasformò la costa baltica, suo confine occidentale con il resto del continente, in una "zona di confine chiusa" dove non era permesso risiedere e, da quel momento, nemmeno più pescare.
Si stima che alla fine di tutte le espropriazioni compiute il demanio ammontasse a 1.200 km² e che tra il 1944 e il 1994 più di 3.000 militari russi furono di stanza in Lettonia. Tale isolamento ha permesso di mantenere oggi così ben preservata a livello biologico la zona.







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