The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

14 febbraio 2011

Il souq di Hadraa e l’olio di argan

Il mercato agricolo domenicale di Hadraa, a circa 25 chilometri da Essaouira sulla strada interna per Casablanca, con tanto di bestiame, frutta, verdura, vestiti, tappeti, chincaglierie, ferrivecchi e tutte le cose più assurde che potreste immaginare in vendita (ad esempio dei geniali secchi costruiti con pneumatici riciclati), è un luogo completamente diverso da Essaouira e dalla sua patina turistica.
E’ il Marocco vero, quello dei contadini che arrivano con i loro asini dalle campagne circostanti, quello della gente semplice che arriva con gli autobus da chilometri di distanza per fare le compere necessarie alla vita di tutti giorni.
Si vivono le autentiche atmosfere del mercato dove la gente mangia e si beve, e si riescono a rubare molte foto alle persone in mezzo alla calca. Vale la pena passarci un paio d’ore ma non è per gente troppo schizzinosa.

Durante il tragitto da Essouira ad Agadir il paesaggio è disseminato di alberi d’argan e capre che salgono persino sui rami per mangiare il prezioso frutto da cui si estrae il pregiato olio venduto a prezzi elevati per uso alimentare o cosmetico. Pare che in Europa costi tantissimo e quindi abbiamo deciso di prenderne alcuni litri per rivenderli nei mercatini che intendiamo fare al ritorno nel nostro continente.
In più abbiamo acquistato dell’ottimo miele di argan e un altro prodotto a base di olio e semi di argan, l’amlou, una vera golosità per chi ama questo genere di leccornie. Sara è stata anche immortalata nell’atto di imparare a rompere i semi insieme alle donne che lo fanno dalla mattina alla sera tutti i giorni della settimana, o quasi.
Abbiamo quindi ripreso il cammino verso sud e raggiunto i dintorni di Agadir, le sue onde e i surfisti, per addentrarci subito nella Valle del Paradiso, una gola ricoperta da una vegetazione di oleandri, palme e mandorli già ricoperti di fiori bianchi. Inerpicandoci lentamente lungo la stretta strada fino a oltre 1200 metri sul livello del mare siamo giunti, (quando era già buio e in mezzo a qualche nuvola di nebbia), a Immouzzer Des Ida Outanane, per ammirare domani mattina le famose cascate considerate tra le più belle del Nord Africa.










Il souq di Hadraa


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