The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

21 luglio 2011

Pieno sole

Non è facile e solo divertente come a molti piace credere.
In realtà, al di là della scelta di vita che da fuori appare spesso avventurosa e affascinante ma che presenta come tutte le realtà ombre e luci, la nostra quotidianità degli ultimi tempi ha presentato non poche difficoltà, difficili da spiegare e da comprendere se non si vivono sulla propria pelle. Gli altri quasi non ci credono e continuano a vederci come simpatici buontemponi che solo si divertono in giro per il mondo. Magari fosse così, non lo è, non lo è mai. In tutti i viaggi che ho fatto, specie quelli più lunghi durati mesi o anni, la componente di fatica e stress è sempre esistita, ripagata solo dal piacere di viaggiare e di vivere nel mondo, con un orizzonte più ampio rispetto ai pochi chilometri disponibili agli stanziali.
L’inutile introduzione – o utile? – per raccontarvi che dopo due mesi di faticoso lavoro commerciale, a volte anche noioso, frustrante e poco retribuito, unitamente al caldo a volte stremante (specie dentro il Wanderer fermo sotto il pieno sole), abbiamo faticosamente deciso di inseguire altrove le nostre illusioni. Màlaga e il suo paseo maritimo davano risultati economici in graduale e lento miglioramento, tuttavia ancora al di sotto delle aspettative. Per una seconda dritta ricevuta – la prima ci aveva fatto esplorare con poco successo l’area di Cadice fino a Tarifa – abbiamo preso armi e bagagli e in cinque ore siamo giunti nella provincia di Huelva, vicino ad Ayamonte, proprio a due passi dal Portogallo.
Ancora tutto è da verificare e dalla teoria alla pratica, non solo c’è l’oceano di mezzo ma anche le paure e la burocrazia, nonché la polizia che ci può creare seri problemi nel vendere da pirati come non siamo ancora ben avvezzi a fare, nonostante la nostra ultima esperienza a Màlaga.
Non ci sbilanciamo ma anche qui non vogliamo illuderci troppo. La presenza di mercatini ufficiali rende probabili lamentele e denunce e l’assenza di attrezzati venditori liberi come noi – a parte qualche senegalese con la merce stesa a terra – fa riflettere sullo sfidare o meno la sorte.
Nel frattempo abbiamo percorso in Vespa molti chilometri in esplorazioni fino a raggiungere l’ayuntamiento di Ayamonte dove siamo venuti a conoscenza di un remoto spiraglio legale di possibilità. Giorni probabilmente buttati al vento, soldi spesi, soldi perduti delle vendite a Màlaga, caldo e stress patito a bizzeffe, fanno di noi degli sciocchi illusi e testardi o degli inguaribili idealisti forse un pizzico coraggiosi alla ricerca di una formula di vita diversa.
Giudicate voi. Noi abbiamo conosciuto gente che ha cominciato a vendere hashish perché non crede più nella speranza: e come biasimarli?
Noi non lo faremo mai ma abbiamo ogni giorno di più la sensazione di combattere contro i mulini a vento.
Pieno sole

Piscine e hotel lussuosi

Un mercatino ufficiale: partecipare può costare 500/1000/2000 euro
al mese ovviamente senza alcuna garanzia di ritorni adeguati.
Comunque sia non ci sono posti liberi.

Per visualizzare le foto in dimensioni maggiori cliccare sull’immagine. Chi fosse interessato a vedere altre fotografie del viaggio ci chieda amicizia in Facebook cliccando qui : www.facebook.com/eliseo.oberti

2 commenti:

  1. Ciao "buontemponi".
    Ti ringrazio per i commenti al mio blog, sempre ben ricevuti da parte tua carissimo Eliseo.
    Sto vedendo che che la situazione economica non vi é molto favorevole e mi dispiace assai.
    Per chi non vive le situazioni in carne propria é sempre molto facile dare consigli. Ed io sicuramente sarei il meno indicato per dartene. Quello di cui sono sicuro Eli, é che sei un "Tigre". Hai la capacità di sopportare avversità e l'intelligenza tattica per sapere quando cambiare il territorio di caccia. Spesso comfondiamo la tenacia con la testardaggine e viceversa. E quando si tratta di definire se le decisioni che abbiamo preso sono state corrette o meno, la differenza quasi non la notiamo. Una cosa é comunque certa, le decisioni che prendiamo sono sempre quelle corrette al momento di prenderle. Che poi risultino diverse da quello che speravamo fossero, questo é parte della meravigliosa esitenza dell'essere umano.
    A mio avviso sei sulla strada corretta; la tua scelta di vita implica una costante accettazione dell'incognito che ti aspetta giorno dopo giorno (se cosí non fosse saresti rimasto tranquillamente a BG. vivendo una vita stanziale). Carissimi Sara ed Eli, le avversità le state affrontando con tenacità e non vi lasciate con/vincere dallle facili opportunità che potrebbero cambiarvi la vita. Moralmente se accettassi vendere stupefacenti dovre poi accettare la responsabiltà che un giorno potrei perdere un figlio a causa sua.
    Hai viaggiato molto Eli, hai conosciuto e vissuto le differenti senzazioni della natura umana e la sua cultura. Hai un senso in piú rispetto alla maggior parte della gente. Questo senso é quello che fa la differenza, quello che ti distingue. Quando lo ascolti, quando lo senti, le decisioni che prendi sempre sono le corrette.
    Vi mando un forte abbraccio carissimi Sara ed Eli.
    Anto./

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  2. Grazie per le tue parole Antonello. Ti inviamo un abbraccio forte nel tuo amato Messico

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