The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

1 settembre 2011

Barcellona, capitale della Catalogna

Le sue “tradizioni storiche e culturali (Università, musei, teatri), i monumenti, la dolcezza del clima – ieri alquanto umido – e il vivace carattere della sua gente, ne fanno una delle città più vive, interessanti e simpatiche della Spagna”, certo la più europea. Tuttavia non bastano a farcela amare.
E’ la terza volta che, a distanza di molti anni, mi trovo a pensare le stesse cose: troppo traffico, troppa gente, attrattive più adatte ad una massa giovanile che ai miei gusti di quasi cinquantenne. Non basta la Sagrada Familia, cattedrale dai lavori senza fine, finanziata dal costo esorbitante del biglietto (noi abbiamo deciso di non fare la lunga fila per esborsare ben 25 euro in due). Non bastano le Ramblas, i suoi artisti per strada, i bravissimi ritrattisti e le ormai troppe statue viventi che cercano di sopravvivere in tutti i modi. Non basta la vecchia Cattedrale e le vie animate del centro, le grandi e trafficate piazze.
Con tutta la buona volontà non riusciamo a innamorarci di questa metropoli, sapendo di andare contro corrente, dove negli ultimi anni moltissimi europei – italiani compresi – sono arrivati a vivere e a lavorare.
Oggi cercheremo di assaporarla nuovamente tramite le opere colorate e fantasiose del Gaudì, qualche parco e quant’altro di gradevole ci possa essere. Vi sapremo dire.

Toro, ossessione spagnola?

Sagrada familia,una storia infinita


La colorata Akbar Tower


La Cattredale

Toro forever

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