The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

7 novembre 2011

Il sacrificio del montone


I rituali sono legati ad antiche tradizioni e alle usanze religiose di ogni angolo del mondo. I nostri possono apparire strani agli occhi di un visitatore che viene da lontano e quelli degli altri possono sembrare strani, a volte incomprensibili, assurdi o crudeli ai nostri occhi farciti soltanto delle nostre abitudini.
Il giorno in cui quasi ogni famiglia sacrifica l’agnello, o meglio il montone, nella tradizione musulmana è una delle festività principali dell’Islam. Il sacrificio deve essere vissuto con l’animale vivo che viene condotto nella propria abitazione dove uomini e ragazzi esperti si recano per uccidere la vittima, scuoiarla e predisporla per essere macellata nei giorni seguenti. Nello stesso giorno si possono mangiare il fegato, i reni e le interiora. Per chi non è abituato, vedere dal vivo lo sgozzamento del montone può apparire alquanto cruento, e lo spettacolo del sangue che sgorga copioso potrebbe colpire la sensibilità di molte persone.
In realtà questo rituale ci è apparso crudo ma meno ipocrita di tanti altri rituali: prima di mangiare l’agnello si vive il suo sacrificio, come i testi sacri, Bibbia compresa, raccontano di Abramo e della prova cui fu sottoposto con il figlio Isacco.
Nella cultura occidentale questo non succede: la maggioranza di noi si siede al tavolo, mangia l’agnello e non vede, e nemmeno lontanamente vuol immaginare, l’uccisione dell’animale e il sangue che scorre.
Permettetemi di pensare che in questo ci sia un pizzico d’ipocrisia culturale in più, conscia o inconscia che sia.
Per quanto ci riguarda una nuova interessante esperienza con i nostri amici fraterni Latif e Dounia.
La vittima sacrificale

Gli esperti


Latif prepara la brace

Gli spiedini

Dounia e Sara dopo il gran lavoro

Il Wanderer, ultima sera a Larache

Per visualizzare le foto in dimensioni maggiori cliccare sull’immagine. Chi fosse interessato a vedere altre fotografie del viaggio ci chieda amicizia in Facebook cliccando qui : www.facebook.com/eliseo.oberti

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