The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

18 dicembre 2011

Avventura ad Agouliz

Nemmeno la fedele Lonely Planet riportava il nome di Agouliz, un remoto villaggio sperduto tra i monti a oltre 30 chilometri da Tata. Noi abbiamo saputo della sua esistenza da un opuscolo turistico locale che esaltava la stretta gola situata dopo il villaggio. Armati del desiderio di esplorazione siamo partiti alla volta di Agouliz, seguendo per oltre 20 chilometri la bella strada per Taroudant e deviando  poi su una pista sterrata sia pure allargata e battuta fino a 5/6 km dal villaggio dove i lavori in corso lasciano lo sterrato ai limiti della praticabilità per la Vespa.
Dal comportamento dei bambini si deduce che la poca gente di Agouliz non deve incontrare molti visitatori stranieri: non credo siano molti quelli che si sono spinti fino a questa valle e alla sua piccola oasi diligentemente irrigata dalla scarsa acqua che scende dalle montagne. Gentili ed ospitali alcuni uomini del villaggio sono venuti a salutarci e a darci qualche indicazione per raggiungere la gola. Camminando per quasi un’ora abbiamo raggiunto la meta ammirando da vicino l’immensità delle montagne circostanti punteggiate dal verde dei palmeti solo nel fondo della valle.
Lassù ci siamo sentiti in un angolo remoto e relativamente incontaminato di questo nostro pianeta. Una rara e preziosa sensazione.

Incontro lungo la pista sterrata per Agouliz

In vista del villaggio
 

Due ore di cammino, andata e ritorno, non hanno entusiasmato troppo Sara che è pigramente un po’ fuori allenamento…
Immersi in una sperduta valle del Marocco
 



Tata e i suoi colorati portici
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