The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

26 aprile 2012

Il giorno della liberazione

Curiosamente proprio il 25 aprile, il giorno della liberazione, dopo aver lavorato la mattina e nel pomeriggio fatto un salto in una Polignano troppo affollata, siamo riusciti ad avere un lungo scambio di opinioni con Domenico, il titolare di Serragambetta.
Ne è uscito un insieme di reciproche aspettative non completamente soddisfatte. Nell’autonomia delle mansioni, nella possibile e auspicata co-gestione e acquisizione di responsabilità e nell’interesse a subentrare in certi ruoli, nella sua analisi.
Nel non sufficiente riconoscimento del nostro lavoro e impegno, sia a livello quantitativo che qualitativo, in rapporto all’ammontare delle ore e alla scarsità di tempo libero, nonché alla formula retributiva, nella nostra analisi.
Si tratterebbe di aprire una lunga analisi su quante e quali possano essere le aspettative realistiche, e sulla motivazione dei comportamenti ma non è questo il luogo né il momento.
Morale della favola: tra una settimana quest’esperienza sarà finita.
Ce ne dispiace, per la dolce umanità di Gina, per la malinconia di zia Nina con cui si era iniziato a stabilire un contatto, per Florian e la sua bonaria pazienza, per Mattia e il suo giovane idealismo, per Elia e la sua allegra solarità ma anche per Tania e Domenico con cui forse ci si poteva essere veramente utili a vicenda, e non solo per motivi professionali.
Pazienza, ce ne dispiace ma già ci sentiamo un po’ più sollevati, anche se un periodo non facile ci aspetta.
L’ossigeno sul conto corrente non ci permetterà tempi lunghi di ricerca di un nuovo lavoro e inoltre la strada di Sara e la mia potrebbero prendere a breve direzioni diverse nonostante l’affetto che ancora esiste.
La vita non è sempre un viaggio semplice.


Forse è il momento di camminare da soli
sulle proprie gambe e su terreni non facili
 
Ultima visita a Cala Portalga
 


Contiamo gli istanti

Per visualizzare le foto in dimensioni maggiori cliccare sull’immagine. Chi fosse interessato a vedere altre fotografie del viaggio ci chieda amicizia in Facebook cliccando qui : www.facebook.com/eliseo.oberti

Altri link dell’autore:
Il canale in You Tube dove trovare tutti i minivideo di Gentleman Gipsy:
La pittura:
Le foto di “pop art”: curiosità, stranezze e poesia del mondo come lo vedo io:
I libri pubblicati:

Nessun commento:

Posta un commento