The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

15 marzo 2013

La bianca civetta del parco


Una storia di curiosa e trasgressiva creatività.
Ricordate le piccole ceramiche colorate trovate sulla riva del mare in Sicilia, utilizzate per il mio lavoro “Il gufo e la farfalla” di cui ho parlato nel post del 5 marzo?
Ne erano avanzate un po’, con una gamma di colori inferiore: utilizzarle o buttarle? Sara ed io oggi le abbiamo distese su una lunga panchina vicino ad un parco per decidere che farne.
E proprio lì, nel punto preciso dove dieci giorni fa avevo utilizzato la bomboletta di vernice acrilica d’oro per creare la base al mio lavoro precedente, nello spazio delimitato dai contorni d’oro, è nata “La civetta bianca”. Per gioco ho ricreato una figura simile alla precedente e alla fine, guardandola al contrario rispetto a come l’avevo formata, mi ha ricordato gli occhi di una civetta bianca.
Allora ho preso una decisione “trasgressiva”, sperando che non arrivasse un solerte tutore dell’ordine a multarmi…
Perché non lasciare la civetta a guardia del parco? J
La città è piena di scritte e graffiti più o meno gradevoli, e spero che a nessuno potrà dispiacere troppo la mia piccola follia.
Detto, fatto. Un po’ di colla vinilica e vedremo quanto la civetta resisterà a sorvegliare la gente che passeggia, i ragazzi che giocano e gli innamorati che si baciano.
 
 
La civetta bianca

 
La bianca civetta del parco e i piedi del colpevole...


 

Il luogo del misfatto, nei pressi del Parco di Monteresso.
Il Wanderer si vede poco più lontano.
 


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