The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

1 aprile 2015

Piccolo incubo ad Antibes

Oggi doveva essere una giornata di riposo dopo undici giorni ininterrotti di lavoro. Giornate che iniziano spesso alle 6 del mattino per terminare a volte alle 21, a volte alle 22 e anche oltre, con 2/3 ore di pause dopo pranzo e una mezzora dedicata ad ogni pasto. Il lavoro mi piace, i luoghi sono incantevoli, mentre le atmosfere che vi ho trovato hanno decisamente necessità di un miglioramento. Contribuirò come e quanto potrò, come mia abitudine. Intanto è scoppiata la bomba che prevedevo (l’organico già ridotto si riduce ulteriormente) e spero di non restare troppo ferito dalle schegge inevitabili.
Ma i problemi si affrontano uno per volta quando ci vengono incontro, anche se prevenire è meglio che curare e occuparsi solo delle emergenze non è una politica gestionale ideale per nessuna azienda, come sanno bene i miei ex colleghi nel campo della gestione delle risorse umane.
Dicevo: oggi doveva essere una giornata di riposo ma, prima il computer e un hard disc esterno che fa le bizze, e poi la perdita di chiavi della moto, mi hanno fatto vivere una piccola giornata da incubo. J
Vi risparmio le problematiche informatiche noiose ed aride e passo alla seconda narrazione.
Raggiunta Antibes, ridente cittadina balneare e portuale della Costa Azzurra, l’ho piacevolmente visitata in un bel pomeriggio assolato, con neve sulle Alpi all’orizzonte, molta gente in spiaggia e qualche coraggioso bagnante perfino nel mare.
Tuttavia mi sentivo stanco, affaticato e insonnolito come da molto tempo non mi capitava. Stamane, nonostante il giorno di riposo mi avrebbe permesso di dormire, il mio orologio biologico ormai abituato a svegliarmi prima delle 6 mi ha fatto aprire gli occhi proprio a quell’ora, anche se il mio cervello e il mio corpo avevano bisogno di recuperare. Lasciato il centro di Antibes mi sono diretto verso Fort Carre, fermandomi prima nell’area del Centro Regionale della Gioventù e degli Sport, dove una isolata e solitaria tribuna mi ha invitato a sdraiarmi per oltre mezz’ora di riposo, quasi sonno, necessario. Al risveglio, mezzo rincitrullito, ho raggiunto in Vespa il vicino Fort Carre, parcheggiando nei pressi della spiaggia per poi raggiungerlo a piedi. Fatte le doverose fotografie sono tornato alla Vespa per accorgermi di non avere più in tasca le chiavi del robusto blocca ruota e del bauletto (quelle di accensione c’erano perché inserite da sole in altro portachiavi).
Dopo le 16,30 è iniziato il mio piccolo personale incubo che ho cercato di controllare alla meglio con il pensiero positivo, nella speranza vana di ritrovare le chiavi perdute chissà come e chissà dove. Ho ripercorso così nuovamente a piedi l’itinerario verso il Forte, cosa che mi ha richiesto un’altra ora, scrutando il più attentamente possibile il terreno sterrato in cui probabilmente si dovevano trovare le mie sfortunate chiavi.
Niente da fare. I miei sforzi fisici e mentali sono stati inutili.
Verso le 18 ho dovuto scegliere una strategia tra il cercare disperatamente aiuto (un meccanico attrezzato che risolvesse la situazione oggettivamente complessa: il piccolo ma robusto lucchetto è inserito in un foro del disco freno anteriore) o il tornare in treno a Cap Ferrat, prendere le chiavi del Wanderer e raggiungere Ventimiglia dove il mio camper si trova, con la speranza di avere le due chiavi di scorta che ho perduto. E dopo un breve tentativo con qualche locale per agganciare polizia o meccanici (nessuno parlava inglese, italiano o spagnolo e il mio francese è ancora scarso), ho subito preso in considerazione la seconda opzione. Per fortuna la stazione era abbastanza vicina e il treno in partenza dopo solo 20 minuti, alle 18,45.
Speravo di poter fare tutto entro oggi ma gli orari dei treni e la mancanza di taxi e bus da Beaulieu a Cap Ferrat mi hanno obbligato a camminare un’altra mezz’ora per raggiungere alle 20,07 la casa dove lavoro, per prendere le chiavi del Wanderer.
Ormai era troppo tardi per raggiungere Ventimiglia dove il camper è parcheggiato al sicuro, in quanto l’ultimo treno che riparte da là per ritornare a Beaulieu è alle 20,52. Niente da fare, tempo insufficiente.
Quindi domani mi verrà concesso ancora un giorno di riposo per risolvere questo increscioso incidente di cui mi prendo ogni responsabilità. Ma in verità la stanchezza, una certa dose di stress subito in queste settimane, oltre all’herpes (diminuzione del sistema immunitario) hanno probabilmente influito anche sulla mie capacità mentali (diminuzione della concentrazione). Da qui per me è nato questo stupido incidente che mi ha creato non pochi problemi, nella speranza che domani si risolvano nel modo più indolore possibile.
Mi spiace lasciare i miei due colleghi ancora da soli (so che è dura) ma purtroppo devo risolvere questo problema: la Vespa si trova in un luogo isolato e spero di ritrovarla intatta domani al mio ritorno… ma siamo nella civilissima Francia, no? J


Antibes vista da Fort Carre, l'area dove ho smarrito le mie preziose chiavi...


Neve sulle Alpi all'orizzonte, e bagnanti ad Antibes il 1 Aprile


Fort Carre ad Antibes, visto dal Porto


Angolo di bellezza ad Antibes


Il Museo Picasso


Fort Carre non mi ha portato fortuna: dove sono le mie chiavi?! :-)


L'isolata e solitaria tribuna del Centro Regionale 
della Gioventù e degli Sport
(dietro spunta la bandiera issata su Fort Carre)
dove stanchissimo ho riposato per svegliarmi poi
mezzo rincitrullito e perdere quindi le chiavi... :-)


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