The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

11 giugno 2017

Le ferrate di Casto e del Lago d’Idro

Chi ha il pane non ha i denti e viceversa, ma questo ve lo spiego tra un po’… J
Oggi di nuovo in sella alla Vespa, volando verso il lago d’Iseo, salendo nella direzione di Polaveno per passare a Gardone Val Trompia e deviare nella Valle Sabbia in direzione di Casto e le sue ferrate. Prima tra tutte in bellezza: la Stretta di Luina, tra l’altro anche abbordabile per tutti, o quasi.
Ogni tanto ci ritorno, sempre da solo, perché ho una serie di amici che o hanno il pane e non i denti, o hanno i denti e non il pane: sostituite pane e denti con “condizione fisica” e “spirito di avventura e un pizzico di coraggio” e capirete cosa intendo. Lascio perdere quelli che, ahimè, non hanno né l’uno né l’altra.
E alla fine ci vado da solo, conoscendo spesso persone interessanti che stanno facendo ciò che faccio io, che se non lo facessi da solo non lo farei mai…! J Chiaro il concetto? J
Pensate che durante la seconda ferrata, quella lungo una parte del Lago d’Idro, che ha qualche passaggio non del tutto semplice, ho incontrato una famiglia tedesca composta da mamma, papà e due bimbe, una di 8 anni e un’altra di 4 anni soltanto! E a fare qualcosa di cui molte persone adulte che conosco avrebbero paura o quasi terrore.
Non dico altro.
Giornata intensa di quelle che fanno cantare “Gracias a la vida….!”
La vita è da vivere come una bellissima avventura in tutti i suoi aspetti, per quanto mi riguarda. E allora si accetteranno gioie e dolori, rischi e pericoli, felicità e tristezze, difficoltà e momenti intensi.
Sennò che vita è? J



Casto e le sue ferrate



La Stretta di Luina





La Ferrata Sasse, panomarica sul Lago D'Idro





Nel prossimo futuro qui ci verrò a percorrere la ferrata
anche dall'acqua... con il mio nuovo kayak!



Quasi una "natura morta"....


E per finire, in trattoria!



Al ritorno un bel tramonto sul Lago d'Iseo




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