The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

28 ottobre 2017

Doha: Museum of Islamic Art, Islamic Cultural Center, Waqifi Souq, Torch of Doha e Villaggio (Il centro commerciale in stile Venezia)

Un venerdì di libertà (che è il nostro sabato della tradizione locale) mi ha riportato al Museo di Arte Islamica per la seconda volta (e in attesa della sua apertura stranamente all’una e mezza, un giretto tra le belle barche di legno è stato piacevole). Oltre alle mostre permanenti ci sono sempre nuove mostre temporanee e questa volta la più interessante, dal titolo “Imperial Threads. Motifs And Artisans from Turkey, Iran and India”, era imperniata sui colori e le trame dei tappeti di quelle aree. Interessante il gioco di specchi all’entrata con il continuo cambio di trame di colore (di cui potete vedere la foto qui sotto e un breve video nel link). Non meno interessante una mostra sulle armi, scimitarre a artistici archibugi, forgiati nel passato nella vastissima area dell’impero arabo.
Di seguito, attraversando l’animato mercatino del fine settimana, un salto al Centro Culturale Islamico (dove un imàm a quanto pare dal nutrito seguito) arringava in inglese molte centinaia di persone.
Apro una parentesi: molti conoscono la mia scarsa simpatia verso le religioni organizzate e tutto quello che rappresentano, tuttavia sono sempre più convinto che noi siamo spesso solo scioccamente relativi a noi stessi, stupidamente presuntuosi e spesso inconsciamente ipocriti sul tema delle differenze culturali. Critichiamo molti aspetti dell’Islam, e ci pare anche giustamente sotto qualche punto di vista (ad esempio la condizione della donna), ed altrettanto ci capita di pensare che la cultura occidentale abbia molto da insegnare a loro anche in altri campi. Penso però che, se fossimo meno ciechi in questo confronto culturale, potremmo comprendere che non è poi così vero e anche noi saremmo in grado di imparare qualcosa da loro e dalle altre diverse culture del Pianeta, verso alcune delle quali ci accorgeremmo magari di essere anche inferiori sotto molti aspetti. Un confronto e un dialogo aperti quindi, evitando i sensi di superiorità e i giudizi morali troppo facili e scontati.
Chiusa la parentesi filosofica, ho trascorso del tempo, sorseggiando i miei succhi preferiti del momento (papaya e poi menta-limone), con Juan, uno spagnolo diretto nelle Filippine, che mi ha illuminato su ciò che sta succedendo in Catalogna.
Poi ho raggiunto The Torch di Doha, la torcia costruita a fini “olimpici” nel quartiere degli impianti sportivi il cui livello qualitativo fa nascere invidia al mondo intero. E' una torre di oltre 50 piani, punteggiata di luci, sulla quale vale la pena di salire per godere del paesaggio circostante sorseggiando qualcosa nel bar-ristorante, dalle atmosfere azzurre "avatariane", situato al 52 piano.
Per finire la giornata, due passi e un boccone al Villaggio, il surreale, enorme centro commerciale che è stato costruito nello stile di Venezia.
Ovviamente, non mancano i canali e le gondole.
Tutto finto, un po’ artificioso e molto artificiale ma di grande impatto visivo.
Notte, qui sono ormai le tre di notte, faccio sempre tardissimo e sono sempre in debito di sonno! J

“Imperial Threads. 
Motifs And Artisans from Turkey, Iran and India”
Un gioco di specchi con variazioni di trame e di colori
v. Minivideo:



La giornata è iniziata con questa vista dallo ShangriLa Hotel


Il Museo dell'Arte Islamica


Gli equipaggi delle barche aspettano che qualcuno li assoldi


Un imàm predica (in inglese) ad una moltitudine di persone
nel Centro Culturale Islamico



Il Centro Culturale Islamico visto dal Souq Waqifi


Museo dell'Arte Islamica


L'ingresso della Mostra Temporanea “Imperial Threads. 
Motifs And Artisans from Turkey, Iran and India”
Un gioco di specchi con variazioni di trame e di colori
(quello che sta fotografando è il riflesso del sottoscritto nei vari 
specchi di cui questa installazione è formata)
v. Minivideo:




Un contesto in cui mi piaceva esserci...
Museo di Arte Islamica



Uno dei molti affascinanti libri del Corano presenti nel Museo


Il mercatino del fine settimana nei giardini del Museo


Il Museo alla luce del tramonto


The Torch, Doha, sta iniziando ad accendersi poco prima del tramonto


Ed eccola completamente illuminata


Una moschea moderna nei pressi della Torcia di Doha


Uno dei molti grandiosi e moderni impianti sportivi 
presenti nell'area "olimpica"


Ai piedi della Torcia che è un Hotel di lusso 
con ristoranti e bar panoramici






Un cocktail al 52° piano vale la pena di berlo!


Non siamo ad Avatar, ma nella Torcia di Doha


Villaggio, la Venezia del Qatar (insieme al Qanaqa Quartier)



La parte più monumentale, quella VIP, è dove ci sono
i negozi delle marche di alta moda



Anche in Qatar la gente affolla i centri commerciali a qualsiasi ora.
Il clima caldo fa vivere più gli spazi interni coindizionati (almeno per buona parte del giorno e anche dell'anno), che quelli esterni all'aperto.





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Chi desidera visionarle mi chieda il contatto specificando il motivo “fotografico”.
Grazie.



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