Veglia (Krk il singolare nome croato), un’isola nel nord del Mare Adriatico, è collegata alla terra ferma da un ponte ed è la più grande e la più frequentata delle isole croate grazie alla facilità con cui si può raggiungere e all’ampia offerta di infrastrutture turistiche che hanno saputo rendere competitiva quella che forse, ho letto, non è la più bella tra le isole croate. Io mi aspettavo qualcosa di più, anche fotograficamente parlando. I villaggi principali sorgono nel sud dell’isola, che ha un clima più mite e una vegetazione più rigogliosa; il nord è prevalentemente roccioso e, soprattutto in inverno, molto ventoso.
Oggi, fuggendo da nubi minacciose e oscure, da piogge e temporali che si delineavano lungo la costa e nell’entroterra croato, accarezzato da un tiepido scirocco, dal sole e da una temperatura intorno ai 22°, sono stato a Klimno, Silo, Dobrigno, Verbenico, Bescanuova, Ponte e Veglia. Preferisco usare i nomi italiani, più facili, e in omaggio al fatto che queste zone travagliate dalla storia un tempo sono state italiane e, quando non lo sono state più a causa di spartizioni belliche, per gli italiani che vivevano qui non ci fu una valida alternativa all’esodo.






























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