The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

30 gennaio 2011

Incontri: British guy

Nell’ultima area di servizio autostradale prima del virtuale confine tra Francia e Spagna, ci siamo fermati per fare il pieno di gasolio, Gpl e acqua, nonché lo scarico del Wanderer e un suo parziale e sommario lavaggio, visto che il camper service gratuito offerto non lo proibiva.
Il rubinetto era immerso nell’acqua di un piccolo pozzetto e per verificarne il funzionamento l’ho aperto prima di togliere la canna dell’acqua in nostra dotazione. Il getto potente che ne è uscito, immediato e non graduale, era degno dello zampillo famoso nel Lago di Ginevra e mi ha lavato discretamente da capo a piedi.
Poco dopo ho lasciato la piazzola libera per un amico camperista britannico alla guida di una grande motor-home color oro scuro. Purtroppo dimentico di dire: “Stai attento!” proprio mentre il poveraccio viene totalmente investito dal getto di acqua fredda e rimane inzuppato anche più del sottoscritto. Entrambi ridiamo di gusto ed io gli confermo di aver subito il medesimo trattamento.
“Ci deve essere una candid-camera!” dice lui divertito per questa buffa situazione che vivranno ancora altri compagni di viaggio in transito da queste parti.

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