The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

6 febbraio 2011

Casablanca, mordi e fuggi

Casablanca è una città tentacolare di quasi quattro milioni di abitanti, e già questo dà un’idea del caos, lo smog, il traffico, la povertà delle bidonville e i maggiori rischi annessi alla sicurezza.
Ieri abbiamo acquistato in una libreria del centro di Rabat l’agognato libro “Campings du Maroc” che in questo periodo non si trova in nessun centro Marjane come indicato invece da molti resoconti in rete. Purtroppo siamo venuti in possesso di una vecchia edizione 2006-2007 per nulla aggiornata e non è stata utile per trovare un camping nei dintorni di Casablanca. Abbiamo quindi scelto di raggiungere il parcheggio di un altro centro commerciale Marjane (sempre con personale di sicurezza e molta gente intorno), di lasciare il Wanderer incustodito nelle mani di Allah e con la Vespa ci siamo tuffati nella metropoli.
La Moschea di Hassan II vale la pena di una fatica simile, e ben poco altro di ciò che abbiamo visto a Casablanca.
Ogni volta che respiriamo la pessima aria di una metropoli e ne viviamo il sovraffollamento, pensiamo che sia una delle condizioni meno adatte e salutari per la mente e il corpo di un essere che si possa definire umano.
Domani mattina ce ne andiamo volentieri, purtroppo senza aver visto l’interno dell’imponente moschea che era già chiusa al nostro arrivo.
Pazienza.


La moschea di Assan II a Casablanca





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