The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

3 febbraio 2011

Larache, atmosfere autentiche

Il Wanderer ha percorso agevolmente i circa 40 chilometri che dividono Asilah da Larache, cittadina che, dopo la indubbia bellezza “patinata” della precedente, appare più autentica e reale: forse perché è più grande e meno turistica, più vera insomma e certo non meno bella di Asilah.
Assaporandoci la piccola medina attraversando Bab-al-Khemis, un arco imponente, ci siamo persi piacevolmente nella piazza del mercato cinta da colonne, nello Zoco de la Alcaiceria e nelle strette viuzze sempre piene di colori e di atmosfere da catturare.
Alle porte della città abbiamo incontrato un’area attrezzata (acqua e bagni con doccia calda gratuita, no elettricità) per soli 50 Dirham (4,60 euro o gratuita per chi è in possesso dei biglietti delle compagnie di traghetti Comanav o Comarit) dove la Vespa, che attendeva scalpitante dentro al Wanderer, è potuta uscire all’aperto. Sulle sue ali abbiamo raggiunto il centro di Larache che dista alcuni chilometri e più tardi la località di Lixus, trovata a fatica in quanto malamente segnalata e difficilmente visibile.
Sopra una collina affacciata sull’estuario del fiume Loukkos giacciono le rovine dell’insediamento romano considerato dagli archeologi uno dei primi luoghi abitati del Marocco.
Lixus, non custodita, con libero accesso e deserta alla luce del tramonto, è inserita in uno scenario tanto suggestivo da meritarsi una visita. Secondo Plinio il Vecchio, in questa zona Ercole raccolse il pomo d’oro dall’Orto delle Esperidi, portando a termine l’undicesima delle sue dodici fatiche.
L’11, tanto per cambiare.
Dopo due giorni in questo colorato Marocco, ci sentiamo a nostro agio: i timori del nuovo e dello sconosciuto sono già dissolti negli occhi curiosi e amichevoli della gente del Marocco, quasi sempre pronta a un sorriso.

Bambini a Larache


Larache

La moschea



Colori di Larache


Tramonto a Lixus

Le rovine



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1 commento:

  1. Ragazzii :-)che meraviglia! Complimenti per le foto Eliseo..ma i panorami che state incontrando sono gia' di per se' favolosi. E' quasi una sfida, per la tua macchina fotografica, riuscire ad immortalare fedelmente quelle magiche atmosfere. :-) Mi raccomando fai sempre del tuo meglio..ma sicuramente e' inutile dirtelo !!!Un abbraccio!

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