The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

27 marzo 2011

Incontri: il mondo è una polveriera?

Il mondo è una polveriera d’insoddisfazioni, rabbia e violenza? Il nordafrica è in rivolta o in subbuglio: Tunisia, Egitto, Libia, Marocco (con moderazione), ma anche Siria, Barhein, e massacri, stupri e un milione di profughi in Costa d’Avorio. Anche a Londra non sono troppo contenti - in questi giorni manifestazione di 300.000 persone con violenze, 30 feriti e 200 arresti – e a Roma un fiume di persone a manifestare contro l’acqua pubblica e il nucleare. Forse si comincia a essere stanchi di come vanno le cose, di come i politici le gestiscono, dei risultati e delle conseguenze sul pianeta e sulla vita di tutti noi. Le rivoluzioni cambiano, distruggono, rinnovano, fanno vittime colpevoli e innocenti ma a volte sono inevitabili.
Che qualche novello imperatore o re lo capisca prima che gli venga tagliata la testa.
Fes nel suo microcosmo offre anche un esempio di tutto ciò: nella medina vive e lavora una marea umana di ogni genere. Il viaggiatore straniero non protetto da una guida locale, oltre a perdersi facilmente, viene attaccato quasi ad ogni passo da guide non ufficiali e venditori di ogni genere che con tecniche collaudate cercano di parlarti per poi vendere qualcosa o spillare denaro. Non si può descrivere a parole quanto sia assillante, invadente, irrispettoso della propria libertà personale un atteggiamento simile che qualche volta può arrivare a essere aggressivo e violento.
Qualsiasi risposta si dia loro viene manipolata: non va bene il silenzio, non va bene ignorare, non va bene rispondere “la shukran”, un “no grazie” in arabo magari con il sorriso sulla bocca. Qualche volta, a chi capisce l’italiano, l’inglese o lo spagnolo, è stato utile spiegare come ci si sente ad essere bersagliati in questo modo per ore.
Il nostro incontro con due ragazzini, uno sui diciotto anni e uno sui dieci è emblematico: ad un nostro ennesimo “la, shukran” la loro reazione è stata più aggressiva della media, con minacce, insulti e infantili derisioni prolungate. La bonaria gente intorno non è intervenuta e ci guardava come per dire: “Lascia perdere, sappiamo anche noi che è un problema”.
Io mi sono limitato a guardare dritto negli occhi il mio giovane interlocutore che mi minacciava, senza dire alcuna parola e senza mostrare alcuna paura.
Ha detto che non mi avrebbe picchiato perché potevo essere suo padre, ed io ho pensato che non lo avrei picchiato perché aveva il cervello di uno stupido infante nel corpo di un giovane uomo. Poi se n’è andato.
Ho viaggiato abbastanza nella mia vita, ho attraversato in anni di viaggi circa 50 paesi del mondo, sono stato attaccato e derubato da persone armate in Brasile e in Venezuela ma, vi assicuro, il Marocco in quanto a molestie e disturbo della propria libertà personale nelle medine e nei souq, è il posto peggiore che finora ho incontrato.
Spenderei una parola in sostegno dei muli e degli asini: auspico una loro rivolta o perlomeno la nascita di un sindacato che difenda i lori diritti e ponga un limite al peso massimo di carico. In più di un’occasione abbiamo visto le loro zampe spezzarsi sotto il peso eccessivo e amaramente constatato il trattamento crudele verso questi mansueti animali da parte di esseri poco umani che dovrebbero essere messi al loro posto. Probabilmente hanno un quoziente intellettivo inferiore di chi stanno cavalcando.



Per visualizzare le foto in dimensioni maggiori cliccare sull’immagine. Chi fosse interessato a vedere altre fotografie del viaggio ci chieda amicizia in Facebook cliccando qui : www.facebook.com/eliseo.oberti

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