The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

5 marzo 2011

Una modella Tuareg

Una passeggiata faticosa ci ha portato su una delle dune più alte di Merzouga, con una meravigliosa visuale su tutta l’area circostante.
Intenzionati a scattare fotografie con i nuovi colorati tessuti acquistati per farne dei tagelmust (veli per turbanti), proprio in cima alla duna il destino ci ha fatto incontrare Ronise, una simpatica brasiliana, fotografa di professione e alla vana ricerca di veri Tuareg che in Marocco pare non si incontrino per niente. 
Sara e i suoi abbigliamenti tuareg sono stati molto apprezzati per una serie di scatti. Ronise ha promesso di inviarci la foto migliori: intanto accontentatevi delle mie, in attesa delle sue che saranno di gran lunga più belle.
Credo che Sara avrà un futuro come modella Tuareg in Brasile. J







Per visualizzare le foto in dimensioni maggiori cliccare sull’immagine. Chi fosse interessato a vedere altre fotografie del viaggio ci chieda amicizia in Facebook cliccando qui : www.facebook.com/eliseo.oberti

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