The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

30 marzo 2014

Torino, la ragioni d’essere di re e regine


Seconda giornata intensamente vissuta a Torino: bella città, non c’è che dire. Tuttavia più godo delle bellezze monumentali lasciateci in eredità dalla storia e dai regnanti, più rifletto sul senso dell’esistenza dei re e delle regine. E’ curioso pensare che, venendo tutti noi dai nostri progenitori uomini scimmia, ci sia qualcuno che si arrivato a darsi il titolo di re o imperatore. Partendo da cosa? Le vicende umane di guerre e prevaricazioni, hanno portato molti a perire e pochi altri ad arricchire a dismisura, riconoscendosi o facendosi riconoscere, da Dio (a detta loro) e dagli  (stupidi) altri uomini, qualità e caratteristiche superiori tali da attribuirsi onori, glorie e ricchezze più o meno meritate, conquistate, o sottratte ad altri. I Savoia sono stati una dinastia longeva, nemmeno di origini italiche tra l’altro: prima nobili, duchi, conti e  quant’altro, con abili manovre, diplomatiche, politiche e militari, sono arrivati ad essere re. Il bello è che raggiunto tale status, i regnanti ovviamente se lo tengono per più secoli possibile, fino a quando qualcuno gli taglia la testa, o finchè qualcuno si stufa dei loro privilegi ed errori e li costringe ad andarsene a quel paese, solitamente fuori dal proprio per non nuocere ulteriormente. Eppure qualcuno ama e difende la monarchia, anche oggigiorno. E’ come se il popolo avesse bisogno di proiettare i propri desideri di grandezza, ricchezza e potere idealizzati su una o più figure esterne che diventano dei simulacri idolatrati. Ma non c’è già Dio, (e non può bastare?), a fare questa funzione? No, c’è bisogno di qualcun altro di più terreno (in carne ed ossa per intenderci) per far pensare al popolo osannante e plaudente che ognuno di noi in fondo potrebbe essere un re o una regina. Come siamo messi male… Più godo della visione di regge e palazzi nobiliari, più non amo re e nobili di cui per quanto mi riguarda il mondo potrebbe, giovandone, farne volentieri a meno.
Le enormi ricchezze accumulate che permisero la costruzione e il mantenimento di regge immense, sontuosi palazzi, carrozze dorate, abiti sfarzosi, corti dai costi inimmaginabili, per quanto ne so sono state in piedi con un prezzo di oppressione, di sangue, di sfruttamento, di schiavitù di generazioni e generazioni di sudditi. Popoli più o meno in grado di ribellarsi e sbarazzarsi di questo assurdo sistema, un divario immenso di condizioni di vita tra esseri umani figli delle stesse scimmie più o meno evolute in questi pochi milioni di anni, da quando l’umanità sta abitando il pianeta.
Riflessioni a parte, oggi mi sono esplorato con gusto il borgo e la Rocca Medievale, la Villa della Regina, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, la Reggia di Venaria (con annesse ottime mostre “Alta Moda e Grande Teatro” e “Gli Este”), i giardini e le scuderie con le carrozze reali e la Barca Sublime, e un dorato Bucintoro di veneziana origine che i re sabaudi fecero giungere dalla Repubblica di San Marco per ostentare una volta di più la loro potenza.
La Card acquistata per 30 euro è stata super ripagata: solo l’entrata della Reggia di Venaria (giardini e mostre annesse) valeva ben 26 euro, e tutti gli altri luighi visitati hanno costi d’ingresso che variano da 7 a 12 euro.
Serata nel Quadrilatero Romano e in Piazza Reale per assaporare anche le atmosfere notturne illuminate. 


La Rocca del Borgo Medievale


Il Borgo Medievale


La Sala da Pranzo nella Rocca


La Villa della Regina



La Palazzina di caccia a Stupidigi



Gli interni della Palazzina di Caccia a Stupidigi



La Reggia di Venaria 




La Reggia di Venaria




Piazza Reale e Il Palazzo Reale


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