The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

2 maggio 2015

La ferrata che porta sulla Corna Trentapassi: da solo? Si!

Dopo alcuni anni sono tornato a fare una ferrata, non difficile ma rispettabile. Il ginocchio in salita e in arrampicata ha fatto giudizio. In discesa per i sentieri, un po’ meno. Tra una decina di giorni la risonanza magnetica mi darà un responso, spero non troppo negativo.
La camminata di oggi è stata abbastanza impegnativa, relativamente al mio livello di allenamento: sono stato in ballo per 7 ore, di cui almeno 5/5,5 di pura camminata (ferrata compresa). Il ginocchio in discesa mi ha rallentato l’andatura, e spesso dovevo camminare in diagonale perché affrontare il pendio direttamente era più fastidioso.
Oggi due incontri, il primo con Aziz di cui parlo in un post a parte, l’altro con un locale che mi ha giustamente ricordato quanto non sia totalmente prudente affrontare le ferrate da solo.
Vero, lo so bene. “Ma se avessi dovuto aspettare qualcuno per fare insieme le cose (più o meno rischiose) che mi hanno dato più gioia di vivere nella vita (viaggi e sport estremi compresi), non avrei fatto la maggior parte delle cose che ho fatto.” gli ho risposto sorridendo. Ferrata della Corna Trentapassi di oggi compresa! J



In questi segnali la sintesi del percorso di andata (a destra)
e di quello del ritorno (a sinistra)


Risalendo da Toline (frazione di Pisogne)
lungo il sentiero che porta alla ferrata


Via via il pendio si fa sempre più ripido. Nei tratti dove non
c'è vegetazione è consigliabile non inciampare e scivolare:
sarebbe letale!


Una baracca lungo il percorso


L'inizio della ferrata 



Il cuore batte, e si vede dalle vene sulla tempia...!



La cresta su cui si svolge una parte della ferrata


Un moschettone a volte può salvare la vita.
Ci sono persone che affrontano le ferrate senza alcuna attrezzatura.
Si può anche fare, ma la prudenza è sempre utile.


Il primo crocefisso raggiunto con il vento e le nuvole in aumento


La cresta a sinistra della prima croce (vedi sopra)
è dove si svolge una parte della ferrata


Vento e nuvole (poi passate) oggi mi hanno ridotto la visuale una
volta in cima alla Corna Trentapassi


Lungo il sentiero del ritorno si vedono lontane le cime raggiunte oggi




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Chi desidera visionarle mi chieda il contatto specificando il motivo “fotografico”.
Grazie.



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