The Wanderer (1885)

The Wanderer (1885)
Alla fine dell’800 in Gran Bretagna esisteva un tiro a due cavalli chiamato The Wanderer (il vagabondo, il viandante), considerato il precursore dei veicoli ricreazionali, gli attuali caravan e autocaravan. Il dottor William Gordon Stables, un medico di origini scozzesi, commissionò la costruzione di questo veicolo ritenendo la vita itinerante all’aria aperta benefica per la salute, e nel 1885 ricoprì oltre duemila chilometri dalla sua casa di Twyford nel Berkshire per giungere alla città di Inverness in Scozia. A bordo di questi affascinanti veicoli iniziarono così a viaggiare altri gentlemen-gipsies, gentiluomini zingari, dando origine alle prime esplorazioni plenair accompagnate da un indubbio spirito di avventura. Un sogno anche per noi che abitiamo in un mondo (oggi come ieri) costellato da fili spinati, frontiere e burocrazia soffocante. Il mio blog e il libro che ho scritto sono dedicati a quegli uomini come un personale contributo, un inno di libertà, all’utopica libera circolazione degli esseri umani su questo meraviglioso pianeta.

8 aprile 2018

L’Adda in kayak: da Olginate a Paderno d’Adda

A distanza di una settimana, con un minimo di allenamento in più, ho affrontato, sia pure con qualche incognita, il fiume Adda. Lasciando l’auto (l’abbinamento camper e moto all’inizio e alla fine del percorso lo sperimenterò in futuro) a Olginate, in questa quarta uscita ho battezzato il kayak per la prima volta in un fiume che mi ha riservato anche due brevi tratti di leggere rapide non previste… 
Confidando in una leggera corrente verso valle (che è stata molto scarsa lungo quasi tutto il percorso), mi sono ritrovato invece un vento contrario che ha richiesto quasi una costante remata per circa tre ore. Mi sono fermato a Brivio per uno stop e passando per Imbersago (famosa per il traghetto di Leonardo spinto dalla corrente), ho raggiunto Paderno d’Adda e il pontile dove sono sbarcato a qualche centinaio di metri dalla diga.
La giornata abbastanza soleggiata, ma anche parzialmente nuvolosa e con frequenti foschie, non ha ottimizzato i risultati fotografici.
La riflessione principale: non ho incontrato anima viva sul fiume (intendo canoisti o persone in kayak) e mi chiedo perché da queste parti (che poi sono le mie J) non ci sia un minimo  di usanza a godersi il fiume in questo modo.
In compenso una moltitudine di persone a piedi o in bicicletta lungo la strada sterrata che costeggia il fiume per tutto il percorso. Come sempre alcuni rappresentanti di entrambe le categorie sono stati a volte litigiosi per i diritti di precedenza… J
Una volta sbarcato, le solite procedure di  asciugatura e ripiegamento del kayak, più una faticosa camminata in salita  (circa 15 minuti con oltre 30 chili sulle spalle) fino al ristorante Toscano, dove mi hanno permesso di lasciare il grande zaino in attesa di essere recuperato.
Quindi avventura in autostop per ritornare a Olginate e recuperare l’auto: avventura, come sempre, vera e propria, in quanto da queste parti (che poi sono le mie J), oltre a non andare in kayak, generalmente non hanno nemmeno l’usanza - hanno il terrore! - di dare un passaggio a qualcuno.
Dopo mezz'ora di cammino, una gentile ragazza in compagnia del figlio mi ha visto interloquire con i carabinieri (ai quali avevo chiesto un passaggio ricevendo come risposta “Non siamo mica un Taxi…” J ), e con il suo buon cuore mi ha portato fino a Olginate. Le persone belle esistono ovunque, non  sono moltissime, ma esistono…! J
Lunga giornata, anche impegnativa e faticosa, per trascorrere tre bellissime ore sul fiume Adda, immerso nella sua natura e circondato da cigni, anatre, folaghe, cormorani, e moltissimi altri uccelli acquatici.
Da rifare.



Partenza da Olginate


Partiamo per un piccola impresa personale!


I paesaggi dell'Adda





In vista di Brivio



Un sosta tecnica a Brivio: la pipì ogni tanto bisogna pur farla...! :-)


Si riparte da Brivio


Brivio, castello e ponte



Una bella cascina sul fiume


Imbersago e il traghetto di Leonardo da Vinci: 
energia pulita, usando la forza della corrente del fiume 
e dei cavi tesi tra le due sponde.



Un altro stop tecnico...con alle spalle l'unica imbarcazione 
(turistica) che ho visto su tutto il percorso


In vista della diga di Paderno d'Adda


Il pontile di attracco a qualche centinaio di metri dalla diga




Il kayak Framura asciugato e impacchettato 
nel grosso e pesante zainone


La diga di Paderno d'Adda


Il Ponte di Paderno d'Adda



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Chi desidera visionarle mi chieda il contatto specificando il motivo “fotografico”.
Grazie.



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